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sabato 13 agosto 2016

Gnomi, elfi, spiriti marziani, Gesuiti, Giudei e Rothschild: divertenti e affascinanti fole di un visionario.

Gli Ebrei, i Gesuiti e il complotto mondiale

Autore: Joël Labruyère

Estratto di una conferenza tenutasi nella primavera 2005

C’è qualche speranza di correggere la civiltà terrestre?

Perché mai il ciclo di decadenza dovrebbe cambiare? Se andate a fare una passeggiata in campagna, provate a osservare il paesaggio. Di giorno in giorno, constatiamo che coloro che si definiscono umani tagliano gli alberi intorno a loro, nei loro giardini - e spesso si tratta dei migliori esemplari del regno vegetale - come se ubbidissero a un segnale collettivo di distruzione. Non fanno altro che ubbidire a un impulso. Vi diranno con disinvoltura diabolica che l’albero che si trovava in quel luogo da decenni, improvvisamente fa troppa ombra alla casa, i suoi rami minacciano di cadere sul tetto, le sue foglie secche intasano la grondaia o cadono nella piscina ecc. Sul ciglio delle strade, si tagliano per la sicurezza e nelle foreste per il profitto.

Rientrando a casa una signora constata sbigottita che suo marito ha abbattuto il grande salice davanti a casa, come se fosse stato assalito da un’improvvisa voglia di uccidere. Non riusciva a trovare nessuna giustificazione al suo operato. Queste sono le persone che amano il loro giardino e che sono per la protezione dell’ambiente. Il distruttore della natura è all’opera ovunque, accanendosi con la sua motosega che, una volta avviata, divora tutto al suo passaggio. Ogni minuto vengono rasati svariati ettari. Provate a calcolare quanto fa sull’arco di un anno.
Di quale miglioramento del mondo state parlando? Credete che i burocrati delle foreste provino la compassione che provate voi per la natura? Volete convincerli dell’utilità di proteggere il popolo degli gnomi, le ondine e i silfi? Pensate di strappare loro una lacrima per la scomparsa delle farfalle? Vi azzardereste a spiegare loro che una farfalla è un essere spirituale che danza nell’estasi dei suoi colori, illuminando così la dimensione sottile della Terra? Sareste disposti a farvi ridicolizzare alle sedute ecologiste con la vostra magia della natura e la funzione spirituale delle farfalle? Svariati ettari di foreste sono distrutte ogni minuto sulla terra. Fate il calcolo.

Quando l’India non avrà più fascine per bruciare i suoi morti in maniera rituale, saranno le foreste vergini dell’Asia o d’America del Sud che finiranno in sacrificio dall’odore gradevole alle narici di Shiva.

Ovunque il cemento avanza. Prima di costruire una casa, oggi viene rasata tutta la vegetazione intorno. È una tendenza generale che viene ispirata all’uomo da un certo tipo di demoni del materialismo che Rudolf Steiner ha chiamato «ahrimaniani» in riferimento ad Ahriman, il demone della desertificazione nella mitologia persiana. Questi demoni della materia giubilano quando cadono gli alberi, poiché l’albero costituisce un ancoraggio spirituale per l’essere umano. Gli alberi sono stati a lungo un baluardo per l’umanità poiché sono un’emanazione dell’anima collettiva. Tutta la natura è un’esteriorizzazione della vita interiore. Assistiamo dunque a un movimento di ripiegamento delle specie in via d’estinzione. Perdendo il suo ambiente vegetale, l’uomo perde anche la sua coscienza. Per esempio, sappiamo che gli gnomi che lavorano nelle radici, ci procurano uno spirito di vigilanza e stimolano il risveglio interiore. Ebbene sì, il guru del risveglio non è nell’Himalaya, è nel vostro giardino!

Se esiste una strategia demoniaca per indebolire l’essere umano e robotizzarlo, e se il risultato finale è la distruzione del pianeta, quale sarebbe lo scopo di questo piano? Che cosa resterà loro quando la terra sarà diventata un deserto?

Non bisogna confondere l’avversario. Le autorità terrestri sono soltanto i rappresentanti delle gerarchie occulte che vivono su altre dimensioni, per esempio le entità spirituali di Marte che, sempre secondo Steiner, dal XIX secolo sarebbero sbarcate in massa negli strati sottili del nostro pianeta, fino al nostro subconscio.

Sigillo di Marte


Osservate lo stato fisico del loro pianeta, Marte. Le entità di questa zona non vivono in un ambiente biologico come il nostro. Possono desiderare di possedere corpi organici come si utilizza un’automobile, ma il loro mondo è diverso. Per meglio infiltrarsi nei nostri corpi, questi spiriti distruggono dapprima l’ambiente naturale che ci protegge. Hanno ipertrofizzato la mente analitica per instaurare la civiltà materialista che ha invaso la Terra da ormai due secoli. Sono creature mentali estremamente intelligenti di cui gli scienziati materialisti, i tecnici e i matematici sono i medium inconsapevoli. La scienza e la tecnologia servono il loro piano di conquista. La natura organica non ha alcuna utilità per loro e, al contrario, deve essere annientata, così come un virus distrugge la barriera immunitaria per insediarsi nell’organismo.

Questi «marziani» sono gli spiriti serpenti all’origine del mito della caduta dell’uomo fuori dall’Eden. È a partire dalla sfera spirituale di Marte che è iniziato l’attacco. L’uomo terrestre adamico è transitato dalla dimensione di Marte (sul piano spirituale), prima della sua deportazione sulla Terra. Il nome ADM (Adamo, in ebraico DAM significa «sangue») è lo stesso che M-ADM (nome esoterico di Marte, il pianeta rosso). Il sangue rosso è polarizzato dal ferro di Marte. Noi siamo i cugini di questi invasori spirituali. Il nostro sangue è un elisir che serve a procurare loro un’energia vitale direttamente assimilabile. Pertanto, mossi dal loro indomabile istinto guerriero, hanno invaso la nostra sfera fisica, dapprima introducendosi nel subconscio umano, poi mettendo a punto la civiltà materialista scientifica. Infine prenderanno possesso dei corpi espellendo l’individualità umana, che tuttavia non possono annientare, ma soltanto addomesticare e robotizzare.

Non vi è una resistenza istintiva da parte delle caste dirigenti che prosperavano nell’antico sistema avvalendosi della religione anziché del materialismo?

Gli spiriti di Marte le hanno prima ridotte all’impotenza. Hanno attaccato le élite aristocratiche che mantenevano il popolo in un radicamento tradizionale. La prima mossa fu di prendere il controllo delle religioni, poi dei troni, e infine delle masse. È un potente genio di Marte, incarnato nel medium Ignazio di Loyola – fondatore dell’Ordine dei Gesuiti – che ha lanciato questa operazione titanica.

Avendo preso possesso della Chiesa cattolica, gli invasori gesuiti si sono sparsi su tutta la Terra infiltrando i palazzi e i templi. Poi hanno lanciato l’assalto rivoluzionario, prima in Francia, grazie al denaro dei loro alleati incarnati nei banchieri ebrei che costituiscono la nuova aristocrazia planetaria.

Alla fine i demoni di Marte, quando potranno ormai fare a meno dei loro leali servigi, elimineranno anche gli argentieri ebrei. Il complotto ebreo internazionale è solo un mito, non funziona così come immaginano gli antisemiti. I padroni del gioco sfruttano il messianismo ebraico per canalizzare gli ebrei nel loro sogno atavico di dominazione sulla Terra promessa. Gli ebrei divertono il pubblico attraverso i media e la società dello spettacolo, ma l’alta politica non è loro accessibile.

In ogni caso vi è un’alleanza tra le lobby occulte per instaurare l’Ordine Mondiale. Dopodiché riprenderanno a combattersi per la supremazia sulle dimensioni invisibili. Dopotutto c’è di che rallegrarsene: i titani si distruggeranno reciprocamente nel Ragnarök finale.

A proposito del complotto gesuita, alcuni specialisti della cospirazione lo prendono piuttosto alla leggera. Non capiscono come un ordine ecclesiastico possa dominare il mondo tenendo sotto controllo l’egregora ebraica e i potenti Rothschild.

Non bisogna giudicare dalle apparenze. Coloro che analizzano la situazione planetaria dagli effetti visibili e mediatici della politica mondiale sono semplicemente ignoranti. La logica ordinaria è incapace di risalire alle cause. Occorre avere una coscienza esoterica raffinata e conoscere la struttura del mondo invisibile in cui si tengono gli alti consigli decisionali dei padroni della Terra. Occorre inoltre conoscere la storia occulta del mondo.

I «rettilomaniaci» alla David Icke, che fanno risalire l’inizio dell’invasione all’epoca sumera, sembrano ignorare che diverse civiltà arcaiche hanno preceduto quell’epoca. Ogni civiltà ha generato gerarchie di entità retrogradi che parassitano la sfera invisibile dell’aldilà. Le loro egregore si spartiscono il potere. Esistono tre centri di potere principali, in corrispondenza con i tre centri energetici interiori dell’uomo, dai quali queste egregore estraggono la loro alimentazione spirituale. Finché non si comprende questo sistema di vampirizzazione energetica dell’essere umano a partire dai piani invisibili, non si capisce nulla della politica. La politica mondiale si spiega soltanto con queste ragioni energetiche e con la guerra spirituale tra le lobby vampiriche. Dall’alto in basso della grande Babilonia visibile e invisibile, regna uno sfruttamento delle risorse energetiche e, soprattutto, della preziosa essenza estratta dall’anima umana. Questa essenza speciale permette alle egregore invisibili di mantenersi anormalmente nell’aldilà, grazie agli intermediari delle centrali d’alimentazione energetica che pompano l’emozione e il pensiero collettivo dell’umanità: un tempo le religioni magiche, oggi la religione catodica e mediatica. Finché un amante di cospirazione non riesce ad ammettere questo processo, non capisce nulla della politica.

Simbolo dei gesuiti


L’enigma dei Gesuiti, ossia l’influsso smisurato di un gruppo ecclesiastico discreto e numericamente debole che crediamo occupato in faccende divine, è troppo profondo per essere compreso dalla gente comune.

Ignazio di Loyola racconta nelle sue memorie che è stato investito da un serpente luminoso che «gli dava molta consolazione poiché questa forma era estremamente bella, e aveva molte cose che brillavano come occhi». È lui stesso a confessarlo, tramite i suoi biografi ufficiali. Non è una diceria di cospirazionisti allucinati (cfr. il Testament d’Ignace de Loyola raconté par lui-même al padre Luis Gonzàles de Camara, capitolo III).

Mediante la chiaroveggenza, Steiner ha individuato questo spirito serpente in un «potente genio di Marte» che si è impossessato di Ignazio di Loyola (cfr. Rudolf Steiner, Considerazioni esoteriche su nessi karmici, volume VI). Un indizio che va in questa direzione: prima di lanciarsi alla conquista di Roma, Ignazio iniziò i suoi primi discepoli a Parigi in una grotta di Montmartre (la montagna di Marte). Per quanto riguarda Teilhard de Chardin, uno dei Gesuiti più influenti della storia, dice di aver eretto nella sua infanzia un altare al «suo dio del ferro».

Il schwarze sonne


Possiamo chiederci come mai i biografi ufficiali non dissimulano questi dettagli scabrosi che, da quattro secoli, sembrano essere sfuggiti ai peggiori nemici della Compagnia di Gesù? In ogni caso, una volta installato a Roma, e che i suoi primi discepoli furono inviati alla conquista dell’Asia, Ignazio dichiarò a un diplomatico francese che egli «controllava il mondo senza necessità di dover lasciare il suo ufficio.»

Come mai i Gesuiti come hanno potuto insediarsi in India, in Giappone, in Cina e in tutti i paesi d’Oriente in cui i missionari cristiani non erano i benvenuti?

La Compagnia di Gesù ha esteso la sua tela su una rete internazionale già esistente.

Qual era questa rete mondiale in grado di incrociarsi con i Gesuiti? Sono gli ebrei della diaspora internazionale, insediati nei paesi d’Asia da varie generazioni. Ignazio era un marrano di famiglia ebrea convertita al cristianesimo e il suo segretario, padre Lainez, era ebreo di nascita. Si suppone che le raccomandazioni dei rabbini d’Occidente presso le comunità ebraiche d’Oriente abbiano favorito il contatto e la collaborazione.

Il commercio e le operazioni bancarie sono stati il vettore di penetrazione in tutti i paesi del mondo, prima per la diaspora ebraica, e in seguito per i loro cugini gesuiti che hanno approfittato di queste relazioni d’affari per arricchirsi nel commercio internazionale – derrate rare e schiavi – ma anche con il saccheggio dei tesori degli Inca e dei Maya.

La relazione tra l’ebraismo e la Compagnia di Gesù è piena di ambiguità. È una sorta di unione contro natura tra Israele e il Vaticano, con l’antisemitismo come spada di Damocle sulla testa degli ebrei. Qual è questo grande segreto politico?

Se ci avvaliamo della nostra perspicacia sappiamo che la politica occulta è un gioco tra tre poteri sul piano cosmico: la classe possidente (le élite politiche), le gerarchie sacerdotali (le religioni) e il potere passivo delle masse, che è una forza d’inerzia considerevole. Le due caste dirigenti dispongono del potere temporale e del potere spirituale grazie ai quali controllano le masse. L’umanità, in quanto terza forza, serve da serbatoio energetico alle due caste dominanti. L’umanità è la batteria che alimenta le egregore sacerdotali dell’aldilà, fornendo nel contempo la ricchezza materiale delle classi possidenti di questo mondo. La casta dei grandi sacerdoti dell’invisibile organizza l’attività religiosa e magica, mentre la casta politica dinamizza l’attività industriale ed economica.

Ormai da diversi secoli la banca internazionale impone la sua legge alla religione e alle élite politiche. Il potere è l’ostaggio della finanza. Il denaro è diventato la posta in gioco della politica. La finanza internazionale controlla il gioco, ma pare che un potere politico superiore la manipoli. L’ordine occulto dei Gesuiti agisce sugli alti gradi massonici, e influenza così la società civile. Vi è dunque un equilibrio per preservare gli interessi dei tre titani del mondo. Si fanno a pezzi ma devono rispettare uno statu quo per mantenere la coesione dell’impero mondiale. Come conciliare gli appetiti voraci dei demoni del materialismo con gli interessi superiori delle gerarchie sacerdotali che regnano sulla dimensione astrale? È la grande questione della politica mondiale.

L’Ordine Mondiale è quindi fondato su un contratto tra i tre titani. Alle masse umane verrà data una società socialista, coperta da un’élite impegnata a difendere i suoi privilegi materiali, e tutto sarà dominato da un regime teocratico rappresentato da una religione mondiale, incaricata di trasferire l’energia verso le formazioni astrali dell’invisibile. Se i titani non riescono a mettersi d’accordo durevolmente, dato che ognuno vuole una fetta più grande della torta, sarà la guerra totale, simboleggiata dal crollo della Grande Babilonia. Non siamo ancora a questo punto, e bisogna quindi sperare che i processi della crisi si accelerino anziché volerli rallentare con geremiadi idealiste e pacifiste per ottenere un cosiddetto «mondo migliore».

In questo gioco il potente Ordine politico-occulto gesuita – di cui la Compagnia di Gesù non è altro che una maschera – ha la missione di accaparrarsi il potere mondiale a beneficio della casta sacerdotale al fine di prolungare il regno dei grandi sacerdoti dell’invisibile, ormai in pericolo da quando si è diffuso l’ateismo sulla Terra. Tuttavia, pur difendendo l’antico ordine sacerdotale, l’Ordine gesuita deve opporsi a un rinnovo spirituale proprio dell’ingresso nell’era dell’Acquario. Ecco perché il gesuitismo collabora con la scienza materialista per mantenere il dogma di un universo materiale creato da Dio.

È il dogma cattolico romano.

I Gesuiti sono particolarmente gelosi del loro monopolio sui settori dell’astronomia, la cartografia sottomarina, la paleontologia, l’archeologia ecc. Si oppongono a qualsiasi rivelazione spirituale che possa annientare la visione materialistica dell’universo.

Sapete perché? Perché intendono organizzare il sistema solare in un modo razionale e tecnocratico, per meglio assicurarsene il controllo burocratico.
In questo possiamo riconoscere la potente volontà guerriera del genio di Marte che ispirò Ignazio: quella di ridurre il sistema solare in una forma di socialismo teocratico.

Che cosa c’entriamo noi con questa storia?

Coloro che desiderano la liberazione hanno una sola cosa da fare: voltare radicalmente le spalle a questo mondo straniero.

Per sentimentalismo, molti idealisti si sono identificati alla massa senza accorgersi che si abbandonano così inconsciamente al gioco dei titani di questo mondo. Prendere partito, significa abdicare. Bisogna uscire dal gioco.
L’esame serio della politica occulta può convincere soltanto un essere intelligente della necessità di liberarsi definitivamente dal circuito terrestre, ossia il campo della morte.

Quando molti esseri avranno imboccato questa via, i controllori occulti, devitalizzati per mancanza d’energia, si dissolveranno per sempre. È questo il motivo per cui resistono e conducono una lotta spietata contro i transfughi che si organizzano per sfuggire alla zona di internamento planetario.

Per tornare al tema iniziale, possiamo capire perché la cultura umana con la sua filosofia, la sua religione e la sua scienza, costituisce un sistema di lavaggio del cervello: si vuole impedire che gli esseri incarnati scoprano che la porta della loro gabbia è spalancata.

Questa porta, è quella del cuore. È il desiderio di libertà assoluta. Colui che la cerca sinceramente finirà necessariamente per trovarla.

Mise en Ligne: 26.07.11

Articolo di fantasia sui Gesuiti e il Rei Ki

IL REIKI, ARMA OCCULTA DEI GESUITI

Autore: Sebastien VAAS

Gesuiti... da avere paura


Il Reiki rientra fra le tecniche di guarigione della New Age che sembrano comparse dal nulla e di cui nessuno comprende veramente il funzionamento. La maggior parte di questi sistemi terapeutici cadono rapidamente in disuso o si concentrano nelle mani di un piccolo gruppo di guaritori che, avendovi investito fede e denaro, non vogliono mollare la presa. Questo però non è il caso del Reiki: 30 anni dopo la sua introduzione in Occidente, sarebbero cinque milioni le persone che lo hanno praticato, di cui 100 000 nella sola Francia. Non discutiamo in questa sede il fatto che possa fare «miracoli», vogliamo semplicemente dimostrare che in realtà si tratta di una tecnica legata alla magia nera praticata da iniziati gesuiti a scopi ben precisi. A tal fine, dobbiamo ripercorrere la storia del Giappone e seguire «la pista gesuita», forti dell’approfondita conoscenza che abbiamo acquisito riguardo alle loro tecniche di manipolazione. Potrebbe essere che, tra le migliaia di miti e leggende sul Reiki, riusciamo a scoprire il vero volto del suo fondatore, Mikao Usui.

Mikao Usui, fondatore del Rei Ki

La storia inizia il 15 agosto 1549, quando il padre francescano Francesco Saverio sbarca in Giappone. Avrebbe potuto raggiungere prima la costa, ma volle attendere proprio quel giorno perché, oltre ad essere la ricorrenza della festa dell’Ascensione della Vergine Maria, ricorreva l’anniversario della fondazione della Compagnia di Gesù da parte di Ignazio da Loyola e dei suoi sei compagni (vedremo in seguito l’importanza di questa data «sacra» nel corso di tutta la storia del Giappone).

Ben presto il «buon padre» inizia il suo lavoro di missionario, nonché d’infiltrazione progressiva in quella nuova cultura che si offriva al suo sguardo attento. Forte dell’esperienza già maturata in India, acquisisce rapidamente potere fino ad ottenere la protezione del signore della provincia di Nagasaki, dove stabilisce il suo feudo cristiano.

Francesco Savio


All’inizio tutto procede abbastanza bene fino al momento in cui, stanco degli inganni dei gesuiti e nutrendo qualche dubbio sulla copertura umanistico-cristiana dietro cui si dissimulano, l'Imperatore del Giappone ordina l’espulsione dei Gesuiti dall’isola e infine proibisce loro di praticare il culto cristiano. Secondo la storia, molti padri sarebbero morti da martiri. Il Giappone si chiude quindi definitivamente alle influenze straniere. Siamo nel 1628.

Paolo Miki martire cristiano giapponese, allievo dei gesuiti


Verso la metà del XIX secolo il cristianesimo continua ad essere proibito. Tuttavia sono accettati i cristiani di cittadinanza olandese, ma unicamente per obiettivi umanitari, non per fare proselitismo. È proprio sotto questa copertura che, nel 1859, sbarca in Giappone un certo Guido Verbeck. E giungerà proprio a Nagasaki, il luogo da cui i Gesuiti erano stati costretti a ritirarsi.

Verbeck non era ufficialmente un Gesuita, anche se ne aveva tutte le caratteristiche. Come ogni Gesuita, aveva seguito lunghi studi di ingegneria prima di entrare in seminario a Aubum, nello Stato di New York. Ne era uscito pastore di confessione protestante. È evidente che se si fosse presentato come Gesuita, i Giapponesi (che conoscono bene la storia del loro Paese) sarebbero stati diffidenti e non gli avrebbero consentito di accedere alle posizioni importanti cui ambiva.

Nel 1863, Verbeck inizia a insegnare presso la Scuola di Studi Occidentali, sempre a Nagasaki. Non vi predica la Bibbia (ancora proibita), ma studia con i suoi alunni (alcuni dei quali avranno incarichi importanti nel governo) i Diritti dell’Uomo e la Costituzione americana. Pubblicherà inoltre il primo dizionario anglo–giapponese, una delle priorità dei Gesuiti quando si infiltrano in una cultura.

Il 15 agosto (!) dello stesso anno gli Inglesi attaccano il Giappone per via di un’offesa legata ai samurai. Bombardano Kagoshima, proprio dove tre secoli prima era sbarcato Francesco Saverio. In seguito a questa guerra lampo, il Giappone è costretto a pagare un pesante indennizzo. Nonostante questo incidente Giappone e Inghilterra si riavvicinano e sarà l’Inghilterra a sostenere l’Imperatore quando questi entra in guerra contro i samurai, la nobiltà del paese. (E’ la guerra civile di Boshin, narrata nel film L’ultimo imperatore).


UNA MARIONETTA DEI GESUITI

Siamo nel 1868. L’Imperatore Meiji sale al trono a soli 15 anni. Questi sarà responsabile di tutte le riforme che apriranno il Giappone all’Occidente. Parallelamente a questa liberalizzazione, imporrà un sistema retrogrado di culto alla sua persona, noto come Shinto di Stato. Vedremo in seguito come questa contraddizione tra modernità e arcaismo avrà una sua ragione d’essere quando si conosce la strategia dei Gesuiti.

Guido Verbeck avrà un ruolo importante nel nuovo governo. Insegna presso l’Università imperiale di Tokyo, città in cui l’Imperatore sarà trasferito per evitare che abbia contatti con i suoi ex consiglieri. Nella stessa Università, il futuro primo ministro del Giappone passerà tra le mani di Verbeck, continuando così l’antica tradizione gesuitica di «formazione» dell’élite politica.

Un anno più tardi, il 15 di agosto (coincidenza?) sono istituiti sei nuovi ministeri, tra cui il Ministero dell’Educazione - dove Verbeck avrà un ruolo tale che ancora oggi è considerato il «padre del sistema educativo giapponese» - e l’Ufficio per le Religioni che organizzerà il famoso «Shinto di Stato».

È importante capire cosa sia lo Shinto di Stato. Lo Shintoismo originale sta al Giappone come l’induismo sta all’India. È un sistema di credenze molto aperto, ma essenzialmente orientato verso il culto degli antenati e dei luoghi sacri. Alcuni hanno parlato di sciamanesimo, ma si tratta di uno sciamanesimo naturale, totalmente integrato nella coscienza mistica dei Giapponesi.



Lo Shinto di Stato imposto in quel periodo è un sistema molto più rigido, amministrativo, chiuso. Permetterà in particolare di lanciare un’inquisizione contro tutte le pratiche culturali del Giappone con il pretesto di verificare che comprendano un culto all'Imperatore. Sarà uno strumento ideale per permettere ai cripto-Gesuiti di individuare e assumere il controllo dei vari movimenti religiosi, come avevano già fatto in Francia con il pretesto di dare la caccia agli eretici.

Vi è qualcos'altro che avevano già sperimentato in Francia: l’instaurazione di un culto alla figura del Re - ovvero a Luigi XIV, detto il «Re Sole» - al fine di isolarlo e di renderlo più sensibile ai suggerimenti dei suoi «consiglieri». Anche l’imperatore Meiji sarà isolato e, in pochi anni, l’antica nobiltà dei samurai sarà annientata fino alla sua completa scomparsa.

In compenso nel 1873 sarà tolta la proibizione sul cristianesimo. Dopo 14 anni di duro lavoro, Verbeck è finalmente libero di evangelizzare. Ma il suo ruolo finisce qui, poiché le sue origini occidentali non gli consentono di assumere cariche importanti nella società giapponese ancora molto legata alle tradizioni.


LA PISTA GESUITA CONTINUA...

Il ruolo sarà ripreso da un Giapponese che, poco dopo l’arrivo di Verbeck in Giappone, aveva lasciato il paese per andare a formarsi in Occidente, in particolare negli Stati Uniti dove frequentò le migliori università. Convertito al cristianesimo, prenderà il nome datogli dal ricco armatore che l’ha introdotto in Occidente: Joseph Hardy Neesima.

Un anno dopo la riapertura del Giappone al cristianesimo, - le cose capitano a fagiolo - Neesima, nel frattempo diventato sacerdote, riesce a convincere un comitato americano di recarsi in Giappone per fondare una scuola cristiana. Questa scuola diventerà la famosa università Doshisha che ancora oggi gode di grande prestigio. (Alcuni anni prima, avrebbe accompagnato il ministro giapponese dell’Educazione – il cui consigliere era Verbeck – in occasione di una tournée in Europa).

Ma che rapporto c’è tra tutti questi intrighi e Mikao Usui, il fondatore del Reiki? È molto semplice: le prime storie del mitico fondatore narrano che egli fu professore (o forse direttore?) presso l’università cristiana Doshisha. Inoltre, secondo le ricerche molto spinte effettuate da Pascal Treffaninguy, sarebbe perfino stato membro dell’ordine dei Gesuiti. Non è magnifico ritrovare un vero Gesuita dopo tutti questi anni in cui i Gesuiti sembravano agire come una mano invisibile?

Usui ha tutto del Gesuita. Per quanto concerne la scienza è eccezionalmente dotato e ha una tale passione per la meccanica che pare sia scoppiato in lacrime quando ha visto un motore per la prima volta. Studia astrologia e diventa perfino la punta di diamante nell’introduzione della medicina occidentale (allopatica) in Giappone, il che dovrebbe far riflettere gli adepti del Reiki che vedono nel dottore un fervente difensore delle medicine naturali.

La sua natura mistica lo spingerà a convertirsi al cristianesimo a soli 16 anni. Si può immaginare che a partire da quel momento sarà completamente nelle mani dei padri che lo educano...

La favola vuole che un giorno, rattristato per non essere stato in grado di spiegare a uno dei suoi alunni come Gesù curava con le mani, sarebbe partito in viaggio per il mondo (fra cui in Tibet da cui tornerà con uno scritto conosciuto come il Tantra del Lampo Risplendente) alla ricerca della risposta.

Usui fu un vero cosmopolita e molto versatile. Lo troviamo come consigliere del governo di Taiwan, giornalista, uomo d’affari: non proprio l’immagine del monaco di clausura che gli viene talvolta appioppata, ma piuttosto quella del padre gesuita formato per infiltrarsi in qualsiasi ambiente.

Sarà finalmente tra il 1914 e il 1920 che, secondo le varie versioni che si raccontano nei seminari di Reiki, riceve l’illuminazione dopo aver meditato per 21 giorni in cima a una montagna sacra del Giappone. Avrebbe visto discendere su di lui una grande forma bianca, gli sarebbero apparsi davanti agli occhi i simboli del Reiki e, da quel momento, avrebbe avuto il dono di guarire miracolosamente le persone e perfino quello di trasmettere tale potere.

Uno dei simboli del Rei KI



L’ENERGIA DEI FANTASMI

Soffermiamoci un attimo su questa favola. Ci rendiamo conto che è a partire da questo momento che le vie divergono: vi sono coloro che vogliono credere nella possibilità di un miracolo e altri che pensano che tutto questo non sia altro che superstizione e ciarlataneria. Tra le due posizioni, l’abisso è immenso.

È come se, di fronte ai fenomeni occulti, fossimo stati educati a reagire sfuggendoli o a crederci ciecamente. Il mondo invisibile obbedisce tuttavia a leggi reali quanto quella della gravità, e se i Gesuiti hanno potuto ottenere un simile potere sul mondo non fu solo grazie ai loro stratagemmi, ma anche alla loro completa padronanza delle forze invisibili.

Una prima regola concernente tali mondi (che vale del resto anche nel mondo manifesto) è che nulla è gratuito; in altri termini, qualsiasi energia proviene da qualche parte. Possiamo quindi chiederci: da dove proveniva la nuvola bianca che si suppone Usui abbia visto prima di ricevere i suoi doni?

Spirito volpe in una stampa giapponese


Un primo elemento di risposta lo troviamo nell’etimologia stessa del termine Reiki. Se è evidente che «ki» significa «energia» («Chi» in cinese), solitamente gli Occidentali traducono «rei» con «spirito», ritenendo quindi che «Reiki» significhi «energia spirituale». In realtà il termine «rei», «spirito», non si riferisce alle nostre facoltà spirituali, ma a quelli che comunemente chiamiamo fantasmi (spiriti)!

Sarebbe quindi l’energia dei defunti quella utilizzata per compiere miracoli del Reiki. Queste affermazioni scioccheranno gli uni e lasceranno di stucco gli altri, poiché penseranno che il fatto che i morti possano aiutare i vivi in questo modo sia qualcosa di nobile; ma com'è possibile che anime disincarnate, ancora erranti sulla Terra, possano essere d’aiuto ai vivi?

Questo è ciò che dovrebbero chiedersi gli affezionati di spiritismo e di canalizzazione che sperano sempre di trovare risposte alle loro domande esistenziali comunicando con l’aldilà, mentre questo aldilà, il mondo dei morti, vive solo nel passato e non può affatto orientarci positivamente verso il futuro. Sottomettervisi, significa rischiare una grande confusione e una paralisi che, in definitiva, non sono altro che i segni di una vampirizzazione.

In realtà, dal momento in cui iniziamo a toccare la sfera dell'aldilà entriamo nell’ambito della negromanzia e della magia nera. Molti adepti del Reiki hanno avuto lutti nella loro cerchia familiare poco prima o dopo aver iniziato a fare delle sedute. A Hawayo Tarata, che portò il Reiki in Occidente, morì la sorella pochi mesi prima di ricevere «l’ispirazione» di andare a vedere Mikao Usui. Possiamo quindi ritenere che se il Reiki «funziona» per alcuni è dovuto al fatto che vi sono dei fantasmi intorno a loro che li «aiutano»... ma a che prezzo? E quando si è a conoscenza di casi in cui un parente è morto poco dopo una seduta di Reiki, potremmo chiederci se non sia stato il Reiki stesso a provocare quella morte al fine di recuperare un’ulteriore anima nel suo sistema occulto.

Da bambini tutti noi abbiamo letto delle storie in cui il diavolo o un genio malvagio esaudisce i nostri desideri non appena stringiamo un patto con lui. Ma quando diventiamo adulti e un’amica new age ci propone una tecnica di guarigione miracolosa, siamo disposti a crederle. Pensiamo addirittura che crederci faccia di noi un essere «spirituale» al di sopra della media.


LA DEVIAZIONE DELLO SCINTOISMO

Una visione chiara di ciò che è l’aldilà ci aiuta a comprendere meglio il meccanismo alla base delle guarigioni «miracolose», ma non basta per capire il successo mondiale del Reiki. Dopotutto sono sempre esistiti i «magnetizzatori» che, grazie alla loro sensibilità, hanno stabilito contatti con l’aldilà. Che cosa offre di più il Reiki?

Il sistema del Reiki è controllato dai Gesuiti; questi campioni dell’occulto non sono il genere di persone che fantasticano su poteri immaginari e nemmeno si lanciano in grandi campagne per proporre un prodotto che non funziona. Non si danno certo da fare per perdere le loro energie, ma caso mai per riceverne sempre di più. A tal fine braccano i serbatoi di energia (le egregore ecc.) e le mettono sotto controllo.

Quando Francesco Saverio sbarcò in Giappone, si rese subito conto che i secoli e i millenni di devozione e di culto agli antenati avevano sviluppato un’atmosfera naturalmente mistica all’interno del paese. Il Giappone non era una semplice isola di pescatori, era una straordinaria cattedrale nell’aldilà, costruita su un’energia estremamente raffinata. Questa cattedrale di energia era allo stesso tempo una protezione che respingeva coloro che giungevano sull’isola con cattive intenzioni (come era il caso dei Gesuiti).

Quando questi ultimi tornarono in Giappone due secoli più tardi, lo fecero con molta più prudenza. Non era il caso di imporre un dogma straniero; al contrario divennero campioni del culto shintoista, fecero di tutto per circuire l’Imperatore, allettandolo e organizzando un enorme culto, del tutto artificiale, intorno alla sua persona.

Così si assicurarono che gran parte dell’energia devozionale fosse diretta verso il loro protetto. Tutto questo non richiedeva grandi sforzi da parte del popolo nipponico, visto che in Giappone vi era sempre stato un culto per gli antenati e gli Imperatori.

Questa volta però, anziché ridirigere la devozione nei confronti dell’Imperatore verso gli dèi e i mondi superiori – come avviene in modo naturale in una società tradizionale - l’energia sarebbe stata posta sotto il controllo gesuita.

Quale prova abbiamo di tutto questo? La morte, nel 1912, dell’imperatore Meiji, non avviene in seno alla sua famiglia ma, secondo la leggenda, tra le braccia di Mikao Usui: sì, proprio lui, il fondatore del Reiki!

Sarà solo alcuni anni dopo che Usui avrà l’illuminazione sulla montagna, che il «grande fantasma bianco» scenderà su di lui dandogli poteri straordinari. Come non vedere in quel fantasma l’anima dell’Imperatore deceduto, talmente carico che poteva soltanto dare una forza considerevole a colui che l’avrebbe ricevuta (nel caso specifico un agente gesuita che si trovava «per caso» accanto a lui al momento della sua morte).

Conoscendo la vivacità dei Gesuiti e il loro intenso desiderio di assumere il controllo sui mondi invisibili (quasi altrettanto forte quanto quello di altri gruppi di avere il dominio sul mondo materiale), non siamo del tutto sorpresi di sapere che in mezzo secolo sono riusciti a prendere il controllo dello Shintoismo, attaccando direttamente la testa del sistema: l’Imperatore. Possiamo invece sorprenderci del fatto che non si siano accontentati di mettere una mano occulta sul Giappone, ma che abbiano utilizzato questa vittoria per conquistare il mondo intero con il Reiki!


IL REIKI, IL NUOVO BATTESIMO

Infatti, quando ci interessiamo alla storia del Reiki possiamo solo sorprenderci della rapidità con cui ha lasciato il Giappone. Quando Tarata, la terza persona nella stirpe di Mikai Usui, ritorna nelle Hawai nel 1937, si suppone che abbia lasciato dietro di sé almeno 2000 adepti, ma dopo la guerra non rimane più nessuno.

Negli anni ’80, quando il Reiki esplode in America, molti cercano di tornare alle sue fonti giapponesi, ma non trovano niente, se non qualche porta chiusa. Alla fine il Reiki dovrà essere reimportato in Giappone, nella sua versione occidentalizzata; è il colmo!

Ciò significa che agli occhi dei Gesuiti, il Reiki non era destinato ai Giapponesi. Fin dall’inizio è il mondo intero che doveva essere conquistato. La forza dei morti del Giappone fu utilizzata solo come potere di conquista.

Quella che è stata sfruttata è tutta l’aura misteriosa del Giappone, con un passato così complesso che agli Occidentali si può raccontare qualsiasi cosa. Allora le leggende si moltiplicano, come pure le trasmissioni «canalizzate» di Usui. Si finirà addirittura per dire che Usui non era veramente cristiano, ma buddista, perché questo va più di moda negli ambienti new age.

Rimane comunque una base sicura per tutti gli adepti: il memoriale di Usui, costruito dai suoi alunni dopo la sua morte nel 1927… Sappiamo tuttavia che alcuni operai giapponesi hanno testimoniato che l’avevano costruito nel 1975!

In ogni caso i Gesuiti non sono soliti ricamare sui dettagli. Sanno che alla gente piace sognare, allora anziché rompersi il capo per creare una storia coerente, preferiscono mettere in circolazione aneddoti quanto mai bizzarri, approfittando anche (per divertirsi) di inserirvi qualche verità sulla loro impresa. È interessante constatare che, per esempio, nella leggenda ufficiale del Reiki, «il risveglio» di Mikao Usui inizia con una citazione del Vangelo secondo Marco che recita:

«Andate per il mondo, proclamate la buona novella. Colui che crede e sarà battezzato si salverà; colui che non crede sarà condannato.»

Il Reiki è quindi diventato il nuovo battesimo della New Age. Un certificato come Maestro di Reiki apre le porte a mille altre iniziazioni, ma anche e soprattutto, ai «Maestri di Saggezza» che appaiono fin dai livelli superiori. Una volta che si crede nel Reiki, si è pronti a credere a qualsiasi cosa.

Il cristianesimo era ancora troppo dogmatico per poter essere davvero universale, cosa di cui i Gesuiti si resero conto in Giappone. Allora hanno rivolto la forza del Giappone contro se stessa e l’hanno utilizzata per conquistare il mondo.

L’onda Reiki fa parte dell’onda 666, quella che unirà l’umanità dal basso. È come un’onda che inghiotte sempre più persone credulone, imprimendo loro i segni che le mettono sotto controllo, un po’ come il battesimo della Chiesa cattolica che, in altri tempi, serviva essenzialmente a rendere docili, spegnendo il fuoco del questionamento interiore.

Chi mai si azzarderà a mettere in discussione i benefici miracolosi del Reiki?


EPILOGO

Ai Gesuiti piace divertirsi con le leggende mitologiche (a cui essi stessi non credono), ma quando ci si oppone ai loro piani non ridono affatto.

Così quando gli Illuminati (un ordine fondato dal gesuita Adam Weishaupt) sono cacciati dalla Baviera, giurano che distruggeranno completamente la Germania, cosa che faranno nel 1945, dopo aver profuso i loro sforzi durante quasi due secoli. Dieci milioni di tedeschi moriranno per questo affronto.

E quando i Gesuiti furono espulsi dal Giappone, non bastò loro tornare due secoli più tardi e mettere l’Imperatore sotto controllo: avranno bisogno di una vendetta totale. È il motivo per cui il 9 agosto 1945 la seconda bomba atomica (che non aveva alcuna utilità militare o strategica) cadde su Nagasaki, l’ex feudo dei Gesuiti da cui erano stati cacciati. Saranno 150 000 i Giapponesi che pagheranno con la loro vita.

Sarà un caso che il Giappone si arrende proprio il 15 agosto 1945 e che questo giorno è sempre festeggiato in Occidente come il giorno della vittoria sul Giappone?


AVVENIMENTI ACCADUTI IN GIAPPONE UN 15 AGOSTO

15 agosto 1549 - San Francesco Saverio sbarca sulla costa di Kagoshima, in Giappone.
15 agosto 1863 - Bombardamento di Kagoshima. Gli Inglesi attaccano il Giappone in seguito a un oltraggio dei samurai.
15 agosto 1869 - L’Imperatore Meiji istituisce sei nuovi ministeri di cui uno dedicato alla religione detta Shinto di Stato.
15 agosto 1945 - Il Giappone si arrende dopo le due bombe atomiche, di cui una lanciata il 9 agosto su Nagasaki

…e una data meno conosciuta, ma fondamentale nella storia del Giappone: il 15 agosto 1865, giorno in cui nasce Mikao Usui. Caso o coincidenza? O il segno che, forse, il mitico Usui non è mai esistito e non è altro che una costruzione gesuitica?


ALTRI AVVENIMENTI DALLE FORTI CONNOTAZIONI GESUITICHE

15 agosto 1537 – È fondata la città di Asunción in Paraguay. I Gesuiti vi sperimentarono il sistema delle riduzioni.
15 agosto 1947 - L’India ottiene l’indipendenza. (L’India è il primo paese in cui entrarono i Gesuiti).
15 agosto 1954 - Alfredo Stroessner inizia la sua dittatura in Paraguay.
15 agosto 1960 - Indipendenza del Congo (Il Congo è il primo paese africano in cui entrarono i Gesuiti).
15 agosto 1963 - Il presidente del Congo, Fulbert Youlou, è rovesciato dopo 3 giorni di manifestazioni nella capitale.
15 agosto 1965 - I Beatles suonano davanti a 60000 fan nello Shea Stadium di New York, un evento considerato come l’inizio del «rock da stadio».
15 agosto 1969 - Inizia il festival di Woodstock.
15 agosto 1971 - Richard Nixon annulla la convertibilità del dollaro in oro, dando avvio a una nuova era per l’economia mondiale.
15 agosto 1977 - Negli Stati Uniti, un radio-telescopio, che rientra nel programma di ricerca SETI, riceve un segnale radio strutturato proveniente dall’altro capo dello spazio.
Mise en Ligne: 19.04.11 | Extrait de V.I.T.R.I.O.L. 19