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domenica 7 agosto 2016

L'Arabia Saudita promette di controllare la pista saudita degli attacchi terroristici di Baviera

di GPD

Traduzione di Red Shaytan




Spiegel ha riportato che i 2 terroristi che hanno effettuato attacchi in Germania nelle città di Ansbach e di Wurzburg, sono stati in contatto con affiliati al Daesh basati in Arabia Saudita. Sabato, la rivista ha aggiunto che il governo saudita ha offerto alle autorità tedesche aiuto per le investigazione sulla pretesa pista saudita, ma Riad può essere presa di parola? 


Sabato, Spiegel riportava che le autorità saudite avessero offerto il loro aiuto nell'investigazione negli attacchi dinamitardi e con l'ascia perpetrati nelle città bavaresi di Ansbach e di Wurzburg del mese scorso. L'offerta di assistenza di Riyad arriva il giorno dopo la rivelazione da parte del settimanale tedesco che i terroristi che hanno effettuato gli attacchi sono stati in contatto con sospetti membri dell'ISIS/Daesh in Arabia Saudita. Der Spiegel ha appreso che le trascrizioni delle chat ottenute dai servizi di sicurezza tedeschi hanno determinato che  i 2 terroristi erano in regolare contatto  con sospetti membri del Daesh i cui nuneri telefonici erano registrati in Arabia Saudita. 

L'attentatore di Wurzburg, Riaz Khan Ahmadzai, che ha ferito seriamente alcune persone su di un treno con un ascia e un coltello, il 18 luglio, ha perfino lasciato un messaggio d'addio al suo contatto terrorista, scrivendo: "Ci rivedremo in paradiso". Prima di questo atto terroristico, il contatto di Ahmadzai ha suggerito al diciassettenne di investire un grosso gruppo di persone con un'auto, a cui il terrorista ha risposto dicendo di non essere in possesso della patente di guida.


Per quanto riguarda il bombarolo, Mohammed Daleel, che ha fatto esplodere s stesso (probabilmente per errore), ferendo 15 persone ad Ansbach, Baviera, il 24 luglio, Der Spiegel dice che il contatto della chat gli ha detto esplicitamente di provarci e di filmare il momento della detonazione e spedirlo al Daesh. Sabato, le autorità saudite hanno risposto alle rivelazioni dello Spiegel, offrendo aiuto agli investigatori tedeschi per trovare chi era dietro agli attenntati. Secondo lo Spiegel, un autorevole membro del governo saudita ha offerto aiuto, essendo in contatto ora le autorità di Riyadh con le controparti tedesche. Questo, aggiunge la rivista, è molto insolito, in quanto Riyadh normalmente adotta un "profilo molto basso" quando insorgono sospetti circa il suo aiuto al terrorismo islamico. in ogni caso, annota lo Spiegel, la cooperazione saudita può aiutare molto nello stabilire l'identità delle persone connesse al Daesh che hanno contattato i terroristi, incoraggiandoli ad effettuare i loro sporchi attacchi.

Comunque nessuno è convinto della sincerità di Riyadh. Sabato, la rete televisiva tedesca di notizie, Tagesschau, ha trasmesso un commento sulle notizie che gli assassini di Wurzburg e di Ansbach avevano connessioni con funzionari sauditi.

Il commentatore del Tagesschau, Bjorn Blaschke è stato deciso, nel richiamare che "ancora una volta il regno dell'Arabia Saudita, sia per quanto riguarda i governanti che i suoi cittadini, è sospettato di aver cooperato con terroristi islamici”. il giornalista ha suggerito che è abbastanza per ricordare l'inchiesta sul 9/11 dove dei 19 terroristi, 15 erano sauditi. 


Le tanto attese 28 pagine secretate del rapporto dell'investigazione sul 9/11, che sono state recentemente diffuse, hanno rivelato che due dei dirottatori erano in "in contatto e ricevevano sostegno e aiuto da individui che potevano essere stati collegati con il governo saudita". Venerdì, anche la CNN riportava che i documenti diffusi collegavano un supposto operativo di Al Qaeda come appartenente a una società collegata al principe Bandar bin Sultan, l'ex ambasciatore saudita in USA. Naturalmente la rete giornalistica USA è stata costretta ad aggiungere l'avvertenza che: "mentre il preteso collegamento con Bandar...non fornisce alcuna prova diretta che il principe sia complice negli attacchi del 9/11 “, sorgono nuove domande sul coinvolgimento dell'Arabia Saudita".

Blaschke, dal canto suo, suggeriva che anche se la famiglia reale saudita non fosse direttamente collegata con i jihadisti di al-Qaeda o del Daesh, in quanto questi ultimi hanno eseguito attacchi terroristici perfino all'interno del regno, tuttavia è importante sottolineare che l'Arabia Saudita è il paese con maggiori aderenze con i terrorsti e con la loro velenosa ideologia. 

C'è anche qualcosa di più che il giornalista ha notato ed è “ovvio che la famiglia reale sia strettamente collegata con la forma più reazionaria del  Wahhabismo, una scuola dell'islam sunnita". "Infatti," egli ha aggiunto,“ la posizione assunta da un devoto wahhabita differisce di poco da quella delle organizzazioni terroriste come  Al-Qaeda o Daesh".




Si aggiunga che l'Arabia Saudita è stata accusata di sostenere numerosi gruppi islamici che combattono il governo laico di Bashar Assad in Siria e il fatto che la guerra siriana ha direttamente condotto alla crisi dei rifugiati, (Mohammed Daleel di Ansbach era un siriano che aveva combattuto per il  Daesh e per al-Qaeda prima del suo arrivo in Germania), e  la promessa di Riyadh’ di "aiutare" le autorità tedesche subito non sembra più così allettante. 

Commento del traduttore

Tralasciando il fatto che questa notizia sia passata un po' sordina sui nostri media, sempre indaffarati a nascondere la realtà, cioè che questa immigrazione incontrollata ha aperto le porte a migliaia di jihadisti o comunque ad individui facilmente plagiabili dai burattinai del terrorismo che sono i servizi segreti anglosionisti che manipolano, non per questo sono meno condannabili, i capi dei gruppi salafiti, emerge una conferma dello scontro tra una lobby imperialista anglosassone anti Arabia Saudita e apparentemente antisionista, il cui frontman è casco d'oro alias Donald Trump (come spiego in questo articolo) e una lobby filosionista e filosaudita, rappresentata dalla strega sanguinaria Killary che tanto piace al sinistrume nostrano.
Comunque sia, entrambe le lobbies dovranno prima o poi obbedire alla superlobby della mafia kazara quando deciderà che la ricreazione è finita.
In questo senso ora è permesso ai servi tedeschi di latrare contro i culattosauditi (non che sia dispiaciuto per loro), scoprendo l'acqua calda, in Medio Oriente lo sanno anche i bambini dell'asilo che i culattosauditi e i pervertiti degli Emirati del Golfo da anni finanziano generosamente gli estremisti salafiti.
Per finire, in attesa della III Guerra Mondiale, siamo vicinissimi allo scontro etnico in Europa Occidentale; quale magnifica occasione per cancellare le residue libertà individuali!

martedì 26 luglio 2016

Il mistero del Bataclan: alcuni corpi sono stati rivenuti ferocemente mutilati, ma non è stato ritrovato alcun coltello

DI HICHAM HAMZA


da Panamza

FONTE

Traduzione di Redsahytan


INFO PANAMZA. Un poliziotto e il padre di una vittma contraddicono la versione ufficiale secondo la quale nessun atto di brutalità è stato commesso nella sala del Bataclan.

Si tratta del cuore nero della vicenda del 13 novembre: cosa accadde esattamente nella notte tra venerdì e sabato?

Il 15 dicembre, Panamza aveva rivelato che la sola fotografia che evocasse un film dell'orrore o un sacrificio rituale del massacro del Bataclan era stata diffusa da un'organizzazione israeliana legata al Mossad e alla corrente neocon americana.

Questa divulgazione, di fatto pianificata ma passata totalmente sotto silenzio dai media tradizionali, aveva portato a una diffida dell'autore di queste righe  per una pretesa "violazione del segreto istruttorio".

Oggi una nuova informazione d'interesse pubblico deve essere rivelata al pubblico.

Il martedì del 12 luglio, il sito dell'Assemblea nazionale ha messo in linea le 1417 pagine del rapporto ufficiale della commissione d'inchiesta relativa ai "mezzi" impiegati dallo Stato per la "lotta al terrorismo" a partire dal 7 gennaio 2015.

Numerosi elementi inediti circa sia la vicenda del Charlie Hebdo che degli attentati del 13 novembre, prossimamente saranno svelati da Panamza.

Per quanto riguarda il massacro del Bataclan, di cui un deputato belga, ha sottolineato recentemente la passività dei militari appostati intorno, alcune osservazioni sono state fatte a porte chiuse.

Il soggetto: la polemica in merito alle voci apparse in linea, il 15 novembre segnalazioni delle tracce di "torture" e "teste mozzate" scorte dai poliziotti inviati nella sala
.
Ricordiamo che il quotidiano Le Monde giornale "di riferimento" della stampa francese aveva subito cercato di screditare questa voce asserendo che fosse una "bufala" basata su una sola testimonianza di un "tabloid" britannico.

In realtà, questo "tabloid" (vale a dire, The Mirror) aveva esattamente ripetuto le osservazioni riferite il il 16 novembre dallo Scottish Daily Mail sulle dichiarazioni di una spettatrice scozzese del concerto che asseriva che un altro sopravvissuto aveva "detto" che un "terrorista avesse pugnalato diverse persone allo stomaco".

Ha anche riferito che lei stessa ha sentito "strane urla" come ha fatto un altro testimone intervistato da Le Parisien.


"Non vogliono liberare gli ostaggi. Dicono: andatevene se no spariamo e decapitiamo le persone che sono rinchiuse con noi", aveva dichiarato comunque il 16 novembre un poliziotto della BRI al TF1.

Come Le Monde, le autorità hanno pertanto rifiutato sistematicamente la commissione di atti di barbarie all'interno del Bayaclan.

Perché un diniego del genere?

Volontà di non sconvolgere ulteriormente le famiglie delle vittime?

Il pretesto è ingannevole: sono proprio le famiglie che continuano ancora oggi a richiedere tutta la verità sugli attentati al fine di elaborare il lutto e di poter indicare eventuali responsabilità della catena di comando della sicurezza.

Timore di fomentare il Front national e la nebulosa della destra estrema?

Ridicolo: questi movimenti non hanno avuto bisogno di dettagli del genere per eccitare la loro demonizzazione dell'Islam e fare nuovi proseliti.
Questo atteggiamento delle autorità con l'aiuto dei giornali simbolo come Le Monde è ancor più sconcertante dal momento che l'opinione pubblica conosce la propensione alla tortura del DAESH: dal 2014, dall'esordio di questo movimento dalle oscure ramificazioni, molti reportage sono stati dedicati ai loro misfatti. Un video sordido attribuito al DAESH, infatti, mostra Samy Amimour, Omar Ismaïl Mostefaï et Foued Mohamed-Aggad (presentati come i soli esecutori del massacro del Bataclan) mentre decapitano dei prigionieri di guerra nella regione irachena/siriana.



Allora perché tacere su questo aspetto del carnaio del Bataclan?

Il 21 marzo, sentito a porte chiuse, un poliziotti del BAC del 94 (il brigadiere capo << T. P.>> ha formalizzato quanto segue: "delle 'decapitazioni? sono avvenute nello stabile, 'degli occhi sono stati strappati' ".


Reazione delle autorità: Smentire le dichiarazioni peraltro categoriche di questo poliziotto.

Michel Cadot, prefetto della polizia di Parigi, Christian Sainte, capo della polizia giudiziaria parigina e soprattutto  François Molins, procuratore della repubblica di Parigi hanno respinto la commissione di ogni atto di barbarie come quelli denunziati dal padre di una delle vittime sulla scorta delle informazioni d'un giudice istruttore circa "testicoli" tagliati e messi in bocca ai suoi figli "sventrati".

A ragion veduta: secondo Cadot e Molins, nessuna "arma bianca" è stata ritrovata.



Problema: un caso di atti basati su torture o mutilazioni, "l'oggetto tagliente" com'è potuto sparire dalla scena del crimine?

Un dettaglio da sottolineare: il poliziotto del BAC ha affermato, nel corso della sua audizione del 21 marzo, di non "escludere" che un "quarto" terrorista non identificato potesse essere presente e fuggito mescolandosi agli spettatori.

Rimando: la compagna del cantante Jesse Hugues ha filmato in quella serata una misteriosa figura incappucciata che stava scendendo le scale PRIMA dell'arrivo degli assassini.


Per quanto riguarda le prime testimonianze, che parlano di assassini "di tipo europeo", sono scomparse come il coltello del Bataclan, dalla scena politico-mediatica.





lunedì 25 luglio 2016

Mogli non casuali di mariti prezzemolo.

di Redshaytan

Come tutti sanno il prezzemolo lo si trova ovunque poiché va bene su quasi ogni tipo di pietanza, così come il nostro reporter con la calamita per gli attentati. Non è che sia un tipo molto interessante, lo è invece la sua mogliettina, soprattutto le frequentazioni. Vediamone una presentazione da parte di Kevin Barrett di Veteran Today.


Einat Wilf sospettata di collegamenti con gli atti terroristici di Nizza e Monaco ha anche legami con il WINEP amante dei false Flag.


Podcast: Play in new window | Download (Duration: 2:00 — 1.1MB)

La Wilf sospettata di collegamenti con gli atti terroristici di Nizza/Monaco lavora con Patrick Clawson, che apertamente proclama la necessità di sanguinosi atti false flag
Di Kevin Barrett, Veterans Today Editor

In che mondo viviamo dove i terroristi dei false flag, ebbri di faccia tosta, non si preoccupano neppure di cancellare le loro impronte digitali dalle armi del delitto ... e apertamente si vantano del loro amore per gli attentati False Flag, emanando pubblici appelli per averne di più?

Come ho segnalato pochissimi giorni faRichard Gutjahr marito dell'agente israeliana di alto rango Einat Wilf, che palesemente vantava la sua prescienza dell'attacco del camion di Nizza filmando il camion al momento giusto, appena prima che iniziasse falciare le persone, era anche sul posto per filmare l'attacco al centro commerciale di Monaco di Baviera.

Il fotografo del Mossad Richard Gutjahr era preposizionato  sia a Nizza che a Monaco! A proposito di chutzpah (sfacciataggine, faccia tosta, impudenza in yiddish)…
Quando ho riferito dei  tweets autoincriminanti di Monaco di Gutjahr (e l'uso della sua foto in un pezzo di RT su Monaco di Baviera) quei tweets e la foto, improvvisamente sono stati fatti sparire un'ora dopo che era comparso il mio articolo. Anche una tale faccia tosta impunita ha evidentemente dei limiti.

Ora veniamo a sapere che l'agente Einat Wilf, moglie di Gutjahr, è un cooperante a contratto presso la "Fondazione Baye", un think tank  sfacciatamente filo atti terroristici False Flag del Washington Institute of Near East Policy (WINEP)Questa è anche la casa del "Principe delle Tenebre" Richard Perle, di Edward "Colpo di stato sionista: un manuale pratico" Luttwak, di Henry "Quasi Zar della Commissione del 9/11" Kissinger, di Condoleeza "Chi avrebbe potuto  mai immaginare" Rice e di altri sospetti  del 9/11.

Se pensavate che l'altro think tank leader del terrorismo di Sion, Project for a New American Century (PNAC, ora noto come "Elmer" Fudd) avesse portato al limite logico la sua sfacciataggine filo False Flag chiamando a una nuova Pearl Harbor per l'11 settembre 2001...  prendetevi questo carico di WINEP!

Patrick Clawson, collaboratore senior del WINEP e Direttore della Ricerca, ha profuso elogi sulle cospirazioni omicide False flag per innescare guerre:


Impressionato dalla faccia tosta arrogante di questi terroristi false flag, ho chiamato il WINEP per richiedere un colloquio con Einat Wilf. (Ascoltate la mia richiesta di intervista nel file audio allegato sopra.) Al momento, non mi hanno richiamato. Potete chiamare l'addetto alle pubbliche relazioni di Einat Wilf al 202-230-9550 o al 202-452-0650  per chiedergli di accettare la mia richiesta di intervista.

Il mio libro inn uscito  Orlando dove tratto anche dei False Flag di Nizza, Dallas e Baton Rouge. Pre-Prenotazioni a http://falseflagorlando.blogspot.com


sabato 23 luglio 2016

Sono solo coincidenze

di Red Shaytan


Nelle prime ore successive all'attentato di Nizza, cominciava a circolare per il web un "curioso" video; nel link sottostante si può leggere un articolo che ne parla diffusamente:




Sugli attacchi di Nizza e Monaco , consiglio anche la lettura di questi articoli di quel mangiaostie di un Blondet che, quando non ha ingoiato l'ostia dell'anticomunismo, si ricorda di essere un bravo giornalista:



La cosa straordinaria è che, combinazione delle combinazioni, lo stesso reporter israeliano/tedesco, Richard Gutjahr, ieri dove si trovava?

Avete indovinato, ma siete tutti dei complottisti.


Il nostro novello Robert Capa con la Menorah era a Monaco di Baviera, proprio nel centro commerciale della strage.

Lasciamo la parola a Kevin Barrett di Veteran Today


P.S. per gli idioti: il fatto che spesso traduciamo articoli da VT non vuol dire che siamo fidanzati con la sua redazione, su molte cose non concordiamo affatto ma spesso offrono notizie interessanti e attendibili di difficile reperibilità. Ad esempio di questo articolo non ce ne fotte nulla delle paturnie antisemite dell'autore che traduciamo e riproduciamo per rispetto dell'integrità delle fonti.

FONTE

NOTIZIA SENSAZIONALE! Lo stesso fotopropagandista israeliano preposizionato a Nizza ora era a Monaco


I teorici delle coincidenze avranno una giornata campale.



Il fotografo del Mossad Richard Gutjahr era preposizionato  sia a Nizza che a Monaco! A proposito di chutzpah… (nota del redattore: appena dopo la pubblicazione di questo articolo  i tweets di  Richard Gutjahr, incluso quello mostrato sopra a destra, sono stati cancellati sia da Twitter  che dall'articolo di RT.com)


Ci siamo occupati di molte notizie e anche smontato alcune storie, nella rubrica False Flag Weekly News (vedi sopra - Clicca qui per i link a tutte le storie). La nostra ospite speciale, l'ultima superstar revisionista, Monika Schaefer, ha fatto un lavoraro straordinario, giù il cappello per il suo coraggio e la sua integrità!


Per esempio, abbiamo smontato la storia che il Green Party canadese stia mentendo a denti stretti, nel sostenere che si tratti di "iniziare il procedimento di espulsione (di Monika Schaefer, revisionista dell'Olocausto) dal Green Party del Canada alla prima occasione". In effetti, Monika Schaefer si è dimessa dal Green Party quasi un anno fa! Ecco una selezione dal primo paragrafo, dell' e-mail vecchia di un anno di Monika Schaefer alla leader del Green Party Elizabeth May:

Il 30/07/2015 01:38, Monika Schaefer ha scritto:
Inviato: 30 Luglio 2015 09:11
A: Elizabeth May
Oggetto: RE: Perché sto annullando la mia iscrizione

Cara Elizabeth May,

... Dopo molti anni di militanza fedele nel Partito dei Verdi, in cui ho partecipato al congresso di fondazione del GPC nel 1983 e sono stata candidata nello stato dell'Alberta nelle ultime tre elezioni federali generali, per non parlare delle migliaia di dollari di donazioni che ho fatto nel corso degli anni, è con il cuore pesante che sto ufficialmente annullando la mia iscrizione al partito dei Verdi, con effetto immediato.


I Verdi canadesi stanno cercando di segnare punti a loro favore ed estorcere un po'di soldi da sionisti ricchi, mentendo e facendo finta di star per espellere Monika Schaefer, quando in realtà si è dimessa lo scorso anno. Proprio un gruppo di valore, sacchi di immondizia opportunisti.

Per favore, CONTATTATE IL GREEN PARTY OF CANADA e ditegli che sostenete Monika Schaefer, che si è dimessa lo scorso anno. E vi prego di sostenere Monika e le altre vittime della caccia alle streghe della libertà di parola andando sul nuovo sito FREE SPEECH CANADA, datevi da fare.
Ci siamo occupati di parecchi episodi di  False Flag nella trasmissione di cui sopra ... ma non siamo in grado di tenere il passo con i cattivi! Solo un'ora dopo che lo spettacolo si è concluso, la notizia di una nuova (probabilmente False Flag) sparatoria a Monaco di Baviera. E non lo sapete, ma sembra che Richard Gutjahr, lo stesso foto-propagandista sionista che è era pre-posizionato per filmare l'attacco del camion di Nizza era ora pre-posizionato a Monaco di Baviera! Una fonte scrive:

Caro Kevin Barrett.Il fotografo che era attivo a Nizza, di cui voi  e Ole Dammegård avete parlato, è anche sul luogo degli eventi dell'Olympia.Il suo nome è Richard Gutjahr. Egli sta postando su Twitter. Su una delle pagine RT apparire uno dei suoi tweet.I migliori salutiH

Quali sono le probabilità che un tizio con lo sfondo di Richard Gutjahr, sposato con una dirigente di un'organizzazione di operazioni sporche di Israele, sia capitato "solo per caso" lì a filmare fin dall'inizio dell'attacco del camion di Nizza e la sparatoria di oggi all'Olympia Mall di Monaco di Baviera, Germania? I teorici delle coincidenze avranno una giornata campale con questo!


Il cameraman apparentemente pre-posizionato sul balcone per filmare l'inizio dell'attacco del camion è il giornalista tedesco e blogger di nome Richard Gutjahr... che sembra che si sia appena sposato con la maggiorente israeliana Einat Wilf, ex funzionaria dell'intelligence israeliana nell'unità 8200 che ha servito come consigliere di Shimon Peres in politica estera, come consulente strategico della MacKenzie e Co. a New York ed è socia  della Core Venture Capital in Israele. Nel 2007 ha concorso alla presidenza del World Jewish Congress. (La presenza di israeliani altolocati e dei loro amici in posizioni strategiche per filmare eventi terroristici sta sfuggendo di mano... abbiamo visto la stessa cosa negli eventi di Charlie Hebdo e all'aeroporto di Bruxelles).

E ora è proprio nel bel mezzo della sparatoria di Monaco di Baviera, Jim Dean è nel giusto, non si può diffondere roba del genere.



La polizia di Monaco: "Per favore non postate foto o video delle operazioni di polizia on-line. Non aiutate i colpevoli! 
https://twitter.com/CNN/status/756547991180308480?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Etweet

Vogliamo mica che agenti non del Mossad facciano foto e video onesti e reali di quello che sta accadendo (o che non succede), vero? Tali foto potrebbero competere con i filmati del monopolio del terrore di Richard Gutjahr/del Mossad...

E a proposito del centro commerciale "Olympia"... I criminali false flag ridacchiano essere sotto i baffi pensando a Ole Dammegard e a me. Dopo l'attacco a Nizza, avevamo avvertito: "Il prossimo sarà in Grecia?" Una agghiacciante "foto-messaggio" dal team di attacco criminale Nizza aveva ritratto un tizio sospetto avvolto in una toga, voglio dire, in una coperta e un cartello che indica  "Acropolis".

L'uomo con la toga e il cartello stradale "Acropis" indicano il luogo del prossimo attacco… Greece? Noo, l'OLYMPIA Mall!

Bene, l'attacco successivo non è avvenuto in Grecia, ma è accaduto in un luogo dal nome molto "greco": Olympia era un santuario della Grecia antica a Elis nella penisola del Peloponneso; è noto per essere stato il sito dei Giochi Olimpici in epoca classica. https://en.wikipedia.org/wiki/Olympia,_Greece
Come SK Bain spiega a lungo, questi ragazzacci hanno uno spiccato senso dell'umorismo.

E a proposito di umorismo... non possiamo lasciare che i cattivi lo monopolizzano. Se non potete ridere di voi stessi, siete proprio immersi nel mondo dei teorici della cospirazione.

Guardando indietro al mio piccolo battibecco con Ian Greenhalgh e Gordon Duff sul colpo di stato in Turchia, un argomento che abbiamo trattato in precedenza falsa notizia nella rubrica False Flag Weekly News, mi viene in mente che, l'aver pesantemente coinvolto il nostro ego nelle nostre interpretazioni di tali eventi, sia stato un po'ridicolo. Ma dal momento che non l'ho detto prima, lo dico adesso che IO in realtà sono solidale con Gordon e con l'avversione del team di gestione di  VT verso i crimini di guerra di Erdogan in Siria. Io possa vedere un quadro diverso dal loro, ma rispetto il loro duro lavoro contro Erdogan per quelle che, sono d'accordo, sono state azioni criminali.

Ma il problema principale e sono sicuro che Gordon e Ian saranno d'accordo, è quello di fermare la guerra in Siria e impedire che altri innocenti soffrano e perdano la vita e la casa. Credo che il flop del colpo di stato, che sta spingendo la Turchia fuori dell'orbita NATO e tra le braccia in attesa di Iran e Russia, contribuisca probabilmente a realizzare questo. Inoltre, spero e mi aspetto che il rifiuto degli Stati Uniti di estradare il tirapiedi della CIA Gulen aiuti l'AKP ed i suoi alleati a trasformare la Turchia in una repubblica islamica democratica veramente indipendente come l'Iran, proprio come il rifiuto di Carter di estradare lo Shah ha contribuito a consolidare la repubblica islamica democratica originale.

E se Erdogan riesce a  consolidare il potere ed a evitare di essere perseguito per i crimini di guerra... beh, lui si trova abbastanza indietro nella lista dei criminali di guerra, per quanto mi riguarda. Facciamo piazza pulita qui negli Stati Uniti (a partire dalle proprietà azionarie israeliane che ci possiedono e da chi ha fatto il 9/11) e POI penseremo a piccoli imbroglioncelli lontani come Erdogan, la cui vittoria apparente non è veramente a suo vantaggio, ma per il popolo turco affinché sia salvaguardato il loro decennale movimento in favore dell'Islam/democrazia e dell'indipendenza dall'occupazione NATO-sionista.

E comunque la pensiate su chi abbia ragione, ringraziamo Dio/Allah per VT e la sua tradizione di libertà di espressione, di incisivi dibattiti e per i punti di vista insoliti sull'informazione che proprio non trovate da nessun'altra parte.