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sabato 17 dicembre 2016

Notizia di copertina: 14 consiglieri militari della coalizione guidata dagli USA sono stati catturati ad Aleppo dalle Forze Speciali siriane.

DA SOUTH FRONT DEL 17/12/2016

TRADUZIONE DI RED SHAYTAN


FONTE



Almeno 14 militari della coalizione a guida Usa consulenti sono stati catturati dalle forze speciali siriane in un bunker nella città di Aleppo, secondo i media.


L'evento avrebbe avuto luogo la mattina il 16 dicembre 2016 (Voltaire.net):

Oggi, 16 dicembre, alle 17.00, ora universale, il Consiglio di sicurezza si è riunito a porte chiuse, dopo che questa mattina ufficiali della NATO sono stati arrestati dalle Forze speciali siriane in un bunker ad Aleppo-Est.

21stcenturywire.com ha anche fornito un elenco di nomi di consiglieri militari della coalizione catturati in Aleppo, citando un membro siriano del Parlamento:

Fares Shehabi, un parlamentare siriano di spicco e capo della Camera di Commercio di Aleppo ha pubblicato i nomi degli ufficiali della Coalizione sulla sua pagina di Facebook il 15 dicembre (il corsivo è di South Front):

Mutaz Kanoğlu - Turchia 
David Scott Winer - USA 
David Shlomo Aram - Israele
Muhamad Tamimi - Qatar 
Muhamad Ahmad Assabian - Arabia 
Abd-el-Menham Fahd al Harij - Arabia 
Islam Salam Ezzahran Al Hajlan - Arabia 
Ahmed Ben Naoufel Al Darij - Arabia 
Muhamad Hassan Al Sabihi - Arabia 
Hamad Fahad Al Dousri - Arabia 
Amjad Qassem Al Tiraoui - Giordania
Qassem Saad Al Shamry - Arabia 
Ayman Al Qassem Thahalbi - Arabia 
Mohamed Ech-Chafihi El Idrissi - Marocco

Il giornalista siriano di Damasco Hilal Alcharifi ha anche riferito sulla questione nel suo account di Facebook:
Molto urgente
Le autorità siriane hanno potuto, grazie a delle informazioni minuziose, arrivare al quartier generale di alti ufficiali occidentali e regionali in un seminterrato di un quartiere di Aleppo-Est e catturarli tutti vivi.
Alcuni nomi sono già stati fatti filtrare a giornalisti siriani me compreso.
Visti la nazionalità (US, francesi, inglesi, tedeschi, israeliani, turchi, sauditi, marocchini, qatariani, ecc. ecc.) di questi bastardi e i loro gradi militari, vi assicuro che la Siria detiene in questo momento un grosso tesoro per condurre le trattative con i paesi che l'hanno distrutta.
All'inizio di dicembre, SF già notava che gli Stati Uniti quasi in preda alla disperazione tentavano di spingere per una "soluzione diplomatica" ad Aleppo e che questo poteva indicare che che l'amministrazione Obama cercasse di guadagnare tempo per far uscire i propri consiglieri e membri delle Forze Speciali dalla città.




Considerando che i consiglieri militari della coalizione guidata dagli Stati Uniti i hanno ampiamente operato in tutta la Siria, nella formazione e nell'assistenza alla cosiddetta "opposizione moderata" apertamente legata ad al-Qaeda, il rapporto recentemente  probabilmente è vero.

Comunque, nel frattempo consiglieri militari britannici sono giunti ufficialmente in Siria, per ripristinare la capacità di combattimento dell'opposizione 'moderata', ritiratasi da Aleppo:
Riferisce il quotidiano Izvestija,  citando una dichiarazione del ministro della Difesa britannico Michael Fallon, che consiglieri militari britannici sono arrivati in Siria al fine di ripristinare la capacità di combattimento delle unità dell'opposizione 'moderata', ritiratesi da Aleppo. Secondo Fallon, 20 istruttori militari britannici, che addestreranno le forze di opposizione, coinvolte nella lotta contro il gruppo terroristico dello Stato Islamico, sono già arrivati a destinazione.
L'invio di consulenti britannici è stato annunciato nel mese di ottobre, molto prima della riconquista di Aleppo da parte delle forze governative siriane. Inizialmente, avevano il compito di addestrare le reclute a condurre il combattimento combinando l'uso di diverse armi, nonché quello di insegnare loro le basi della medicina da campo e le tecniche di combattimento. Tuttavia la situazione è cambiata e i compiti sono diventati troppo diversi da quelli previsti.

sabato 22 ottobre 2016

La squadra navale russa verso la Siria

Di RED SHAYTAN


L'Admiral Kuznetsov (cliccare sul link in calce all'immagine per ingrandire)


La partenza della squadra russa alla volta delle coste siriane








La squadra russa nella manica


L'Ammiraglio Kuznetsov nel Canale della Manica

Il "pedinamento" da parte della flotta inglese







Fregata della squadra della Kutznetsov



I "pedinatori" NATO





La portaerei al largo delle coste marocchine mentre viene rifornita di carburante


La portaerei in una foto satellitare diffusa il 3 novembre (la data della foto è il 28 ottobre), dalla "Getty Images stock photography" mentre viene rifornita da una nave cisterna della classe Dubna. I media occidentali si sono affrettati a dire che era in avaria ed era trainata...


Comunque è vero: ecco chi la trainava!


La squadra navale si ingrandisce 

Domenica 30/10/2016 il Times di Londra ha riportato che alla squadra navale si sono aggiunti tre sottomarini probabilmente dotati di missili da crociera "kalibr". Fonti della NATO affermano che siano 2 sottomarini nucleari della classe Project 971 Akula e uno diesel/elettrico della classe Project 877 Paltus. Il 2 novembre la squadra dovrebbe essere operativa davanti alle coste siriane.
Sommergibile nucleare classe Akula

Aggiornamento del 31/10/2016

La squadra dovrebbe avere attraversato il Canale di Sicilia. La nave appoggio/rimorchiatore russa Nikolay Chiker ha attraversato il Canale di Sicilia e fa parte della squadra...



Aggiornamento del 09/11/2016

Il generale Igor Konashenkov ha comunicato che un sommergibile olandese ha cercato di avvicinarsi alla squadra navale. Alle 6:50 del 9 novembre le apparecchiature antisom dei cacciatorpedinieri "Ammiraglio Kulakov" e "Severomorsk" insieme a un elicottero Kamov Ka-27PL hanno rilevato un sottomarino olandese; tallonato per più di un'ora, ha abbandonato l'area.

Link alla notizia completa: http://tass.ru/armiya-i-opk/3770857


domenica 16 ottobre 2016

Andando oltre la propaganda. Conflitto nucleare: inganno o reale minaccia?

Di Federico Pieraccini


Traduzione di Red Shaytan



Gli eventi in Medio Oriente, in Siria e ad Aleppo sono al centro dell'attenzione mondiale. Raramente una battaglia è stata così decisiva per l'esito di una guerra e il destino di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.



Hillary Clinton nel corso dell'ultimo dibattito presidenziale ha più volte chiesto l'istituzione di una no-fly zone (NFZ) in Siria. Il concetto, ribadito più volte, si scontra con la rivelazione contenuta nelle sue e-mail private che ammette che l'attuazione di una NFZ comporterebbe l'aumento delle morti di civili siriani. In una recente audizione di fronte alla Commissione Servizi Armati del Senato, al generale Philip Breedlove è stato chiesto che tipo di sforzo sarebbe necessario per le forze armate degli Stati Uniti per imporre una NFZ sopra i cieli siriani. Con evidente imbarazzo, il generale è stato costretto ad ammettere che una tale richiesta comporterebbe il colpire aeromobili e veicoli russi e siriani, aprendo la porta a un confronto diretto tra Mosca e Washington, decisione che il generale non era disposto a prendere facilmente. La leadership militare ha sempre dimostrato disponibilità ad attuare l'opzione militare; quindi questa volta deve aver fiutato il pericolo di un conflitto diretto con Mosca.



Il Cremlino ha ammesso pubblicamente di dispiegare in Siria gli S-400 e gli S-300V4 rispettivamente avanzati sistemi anti-missile e antiaerei. La presenza del complesso difesa è stata intenzionalmente annunciata come un fattore di dissuasione ed è una strategia logica. Il messaggio a Washington è chiaro: qualsiasi oggetto non identificato nei cieli siriani sarà abbattuto. Gli Stati Uniti basano gran parte della loro forza militare sulla necessità costante di proiettare il loro potere militare, facendo credere ai loro avversari di possedere capacità che gli altri non possiedono. Quindi è molto improbabile che il Pentagono voglia rivelare al mondo il valore dei loro sistemi stealth e dei lor "leggendari" missili da crociera di fronte agli S-300V4 o agli S-400. La guerra del Kosovo serve a ricordare del F-117 abbattuto da sistemi sovietici (S-125) risalenti al 1960.



Le minacce di Hillary Clinton contro Mosca non sono state le uniche. Gli attuali responsabili politici a Washington continuano a fare dichiarazioni aggressive che dimostrano la loro totale perdita di contatto con la realtà. Nelle ultime settimane, reazioni isteriche sono state registrate al Pentagono, al Dipartimento di Stato, presso generali di vertice e anche presso rappresentanti della diplomazia americana. Per sottolineare l'infelicità diffusa in alcuni ambienti di Washington, diversi articoli apparsi sul Washington Post e il New York Times che chiedono l'imposizione di una no-fly zone statunitense in Siria, ignorando le conseguenze evidenziate da Dunford. Ci sono due ipotesi in esame: colpire le basi militari dell'aviazione siriana con missili da crociera o l'uso di aerei stealth per bombardare le installazioni A2/AD di Damasco.



Dietro le reazioni scomposte di Washington e le proteste veementi vi è la probabilità di una sconfitta militare. Gli Stati Uniti non hanno alcuna capacità di impedire la liberazione di Aleppo da parte dell'esercito siriano arabo (ESA) e della Federazione Russa. Negli ultimi quindici giorni, l'ESA e la Russia hanno raggiunto progressi significativi ed è questo che ha portato ad una escalation delle tensioni. Alcuni degli episodi più significativi che riflettono questo negli ultimi giorni includono: cacciabombardieri della coalizione internazionale che colpiscono l'ESA, causando 90 morti; funzionari del governo degli Stati Uniti minacciano la Russia di abbattere i suoi aerei e di bombardare le sue città, con conseguente morti di civili russi; e l'attribuzione a Mosca della responsabilità di un attacco a un convoglio umanitario. Il culmine sembrava essere stato raggiunto alle Nazioni Unite dove i rappresentanti degli Stati Uniti hanno respinto la risoluzione russa di condanna per gli attacchi terroristici all'ambasciata russa a Damasco. E' interessante notare che quindici anni dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001, Washington si ritrova difendere Al Nusra (vala a dire Al Qaeda) in un incontro ufficiale delle Nazioni Unite; qualcosa su cui riflettere. Ma a quanto pare non c'è limite alle provocazioni e pochi giorni dopo questa incredibile epilogo, il Pentagono ha tenuto a sottolineare che la possibilità di un attacco nucleare preventivo contro la Russia è ancora valida.

Sembra quindi quasi riduttivo sottolineare che a causa del successo dell'ESA, Washington, Ankara, Riyadh, Doha e Tel Aviv stanno mostrando segni di debolezza senza precedenti e nervosismo. Il loro impegno per rovesciare il governo legittimo di Assad è fallito. L'azione combinata delle forze di terra, aria e mare siriane e russe ha spinto Washington e i media corporativi a passare dalle parole di condanna alle minacce sempre più aperte.

Il mese scorso la situazione contro i terroristi cambiato rapidamente nel nord della Siria, grazie all'esercito siriano arabo e ai suoi alleati sostenuti dall'Occidente. Ad Aleppo, l'ESA continua a operare ogni giorno con grande successo per la liberazione della città. Quartieri e ampie zone sono tornate sotto il controllo del governo. I progressi incessanti delle truppe fedeli ad Assad stanno modificando il corso della guerra in Siria a favore di Damasco, eliminando gli Stati Uniti che tentavano di rimuovere il governo siriano legittimo. Una vittoria in Aleppo significherebbe la quasi certezza della sconfitta per i terroristi nelle restanti zone del paese. La chiusura del confine con la Turchia taglierebbe le linee dei rifornimenti, con conseguenze e ripercussioni in tutta la Siria. Potrebbero restare ancora aperte alcune aree di attraversamento nel sud del paese, vicino al confine con la Giordania che è sempre stata una fonte di approvvigionamento per i terroristi. Tuttavia sarebbe molto difficile per questa linea di rifornimento da sola sostenere il conflitto o adeguatamente sostituire quella chiusa a nord di Aleppo. Soprattutto nel nord attraverso la Turchia e ad ovest attraverso il confine con l'Iraq non controllato, i terroristi ricevono aiuti continuativi. La liberazione di Mosul da parte dell'esercito iracheno, di Aleppo da parte dell'ESA, e di Der Al-Zur nel prossimo futuro, aprirà la strada per la riconquista strategica di Raqqa, l'ultimo bastione del Daesh, sconfiggendo in tal modo anche il Piano B per dividere la nazione.

Con il fallimento del fronte nord, i terroristi dovranno affrontare la probabile prospettiva del crollo completo delle loro operazioni a livello nazionale. Alcuni continueranno a combattere, ma la maggior parte getterà via le armi, sapendo di aver perso la guerra. Una volta raggiunto questo obiettivo, la liberazione del resto della Siria dovrebbe essere una questione di pochi mesi. Va ricordato che la riconquista di Aleppo garantirebbe una sconfitta schiacciante per gli sponsor regionali del terrorismo internazionale (Qatar e Arabia Saudita).

Eppure, non è solo l'avanzata ad Aleppo ad essere motivo di preoccupazione per i nemici della Siria. Obama e la sua amministrazione sono ormai irrilevanti, anche a causa di una delle elezioni presidenziali più controverse della storia recente. Il futuro incerto della politica estera di Washington ha spinto partner come Riyadh, Doha, Ankara e Tel Aviv a non esitare ad aggiungere ulteriore benzina alla conflagrazione siriana, preoccupati di un futuro di inattività da parte di Washington e desiderosi quindi di far avanzare la propria soluzione militare del conflitto .

Nel caso di Ankara, l'invasione dell'Iraq e della Siria è un pericolo grave che rischia di precipitare la regione in ulteriore caos e distruzione, con il primo ministro iracheno che non ha esitato a etichettare la mossa turca di sconsideratezza e di dare l'allarme dell'espansione in un conflitto regionale. I problemi dell'Arabia Saudita sono ancora maggiori, in quanto non ha la capacità, in termini di uomini e mezzi, di intervenire direttamente in Siria a causa del suo disastroso coinvolgimento nella guerra in Yemen. La velocità con cui la fiducia a Riyadh si sta sgretolando è senza precedenti. Le sue grandi riserve valutarie sono in diminuzione e sembra che questo sia dovuto alle decine di miliardi di dollari sperperati nel finanziamento dell'azione militare contro lo Yemen. Un altro esempio di azione militare indipendente riguarda Israele. Nei quattro anni del conflitto siriano, Israele ha continuato la sua guerra segreta contro Hezbollah e le truppe iraniane, che sono impegnati nelle zone confinanti con Israele nella lotta contro al-Nusra e Daesh. Per Tel Aviv, ci sono ancora due opzioni desiderabili per la crisi siriana, sia in linea con la propria strategia, vale a dire, la continuazione di caos e disordine o di una balcanizzazione della Siria. In entrambi i casi, l'obiettivo è quello di espandere la sfera di influenza ben oltre le alture del Golan, che sono state occupate illegalmente anni fa da Israele.

I tentativi infruttuosi di Turchia, Israele e Arabia Saudita per cambiare gli eventi in Siria hanno messo in evidenza le crescenti incomprensioni strategiche tra gli Stati Uniti e i partner regionali, incomprensioni che spesso obbligano Ankara, Riyadh e Tel Aviv a rivolgersi alla Federazione Russa per un dialogo confidenziale, dal momento che Mosca è l'unico giocatore in grado di regolare il delicato equilibrio Medio Oriente.

Nel prossimo futuro, rimane evidente a Mosca e Damasco che esistono ancora alcuni rischi, nonostante una strategia globale ben ponderata. L'accelerazione nella liberazione di Aleppo ha anche uno scopo accessorio che mira a ridurre al minimo lo spazio di manovra alla prossima amministrazione americana. In un certo senso, si tratta di una corsa contro il tempo: Aleppo deve essere liberata al fine di tracciare la strada verso la fine del conflitto prima che il prossimo presidente degli Stati Uniti entri in carica nel gennaio 2017. E' ancora da vedere se i piani di Clinton o di Trump vadano al di là delle vuote minacce di Obama, ma comprensibilmente Damasco e Mosca non hanno alcuna intenzione di essere colti di sorpresa, soprattutto con una presidenza probabile della Clinton.

Dopo anni di trattative con la diplomazia schizofrenica degli Stati Uniti, Mosca e Damasco hanno deciso di proteggersi contro le decisioni improvvise che possono venire dal "Deep State" americano. Con la dislocazione dei sistemi più avanzati esistenti in difesa aerea, Mosca ha chiesto di vedere il bluff di Washington come nessuno ha fatto da anni. La linea rossa per Mosca è stato attraversata dai tragici eventi del 17 settembre a Der al-Zur. La creazione di una no-fly zone sopra i cieli siriani è stata più volte suggerita dai russi. Ma incredibilmente, nelle ore immediatamente dopo il vile attentato contro le truppe siriane, il Dipartimento della Difesa statunitense e il Dipartimento di Stato hanno proposto la creazione di una no-fly-zone che lascerebbe a terra aerei russi e siriani. E' stata una proposta sfrontata e provocatoria per Damasco e Mosca, se mai ve ne fosse stata una.

Percependo il pericolo insito in queste parole, Mosca ha agito immediatamente, schierando sistemi all'avanguardia per proteggere i cieli siriani con apparecchiature che possono abbattere missili da crociera, aerei stealth, e anche missili balistici (S-300 e S-400). Per assicurarsi che Washington abbia pienamente compreso il messaggio, il ministero russo della Difesa (MoD) ha ribadito quanto già pubblicamente annunciato, vale a dire che ogni oggetto non identificato sarebbe stato abbattuto immediatamente, in quanto non ci sarebbe alcun tempo sufficiente per gli operatori russi per verificare l'origine del lancio, la traiettoria e l'obiettivo finale di tutti gli oggetti rilevati. Si tratta di un chiaro avvertimento per gli Stati Uniti e alla sua strategia di lunga data, che richiede l'utilizzo di grandi quantità di missili da crociera per distruggere i sistemi anti-aerei, al fine di spianare la strada per una no-fly zone, come si è visto in Libia. Il Ministero della Difesa russo ha anche precisato che gli aerei stealth americani di quinta generazione possono essere facilmente presi di mira, alludendo a un raggio di funzionamento dei sistemi S-200, S-300 e S-400 (con tutte le varianti) che sorprenderà molti osservatori internazionali. Questa affermazione sembra anche confermare indirettamente un'altra teoria che rimane pura speculazione, cioè che, durante l'attacco del 17 settembre dagli Stati Uniti sull'ESA a Der Al-Zur, sembra che, alcuni aviogetti della coalizione internazionale siano stati presi di mira dai sistemi di difesa aerea russi o siriani(forse S-200 e S-400S), costringendo gli aerei a ritirarsi prima di affrontare la prospettiva di essere abbattuti.

Qualunque siano le intenzioni che si nascondono dietro le minacce isteriche di Washington, Mosca ha suggerito diversi scenari asimmetrici in risposta ad un attacco diretto al proprio personale in Siria. Oltre ai sistemi S-300 e S-400, il Ministero della Difesa ha apertamente dichiarato di essere a conoscenza delle posizioni esatte delle forze speciali in Siria, un chiaro riferimento alla capacità siriana e russa di colpire i soldati USA che operano al fianco dei terroristi o ribelli moderati.

Tutte le conferenze stampa recenti del maggiore generale Igor Konashenkov hanno chiaramente mostrato i nuovi sistemi distribuiti in Siria per la difesa aerea, con una più che intenzionale pubblicità. A parte la deterrenza che continua ad essere lo strumento preferito adottata da Mosca, le parole insolitamente forti, dirette e inequivocabili della Difesa russa mostrano in modo lampante come la pazienza di Mosca e Damasco sia esaurita, soprattutto a seguito della recente sequenza di eventi così come a causa delle ripetute minacce.

In un tale scenario, gli Stati Uniti possono contare solo su un arma: reclami, minacce e piagnistei isterici amplificati dai media mainstream, dei generali e dei portavoce ufficiali delle decine di agenzie di Washington. Nulla di ciò può effettivamente fermare l'azione liberatrice dell'ESA e dei suoi alleati.

Gli Stati Uniti non hanno alternative disponibili per evitare un esito del conflitto che è indesiderabile per essi. Qualunque strada si sceglie, non c'è modo di cambiare gli eventi in Siria. Anche i generali americani hanno dovuto ammettere che una no-fly zone in Siria è fuori questione. E' facile per il portavoce del Dipartimento di Stato USA,  ammiraglio Kirby, lanciare minacce a vuoto, ma è più difficile per i militari agire in conseguenza di queste minacce, evitando un apocalisse nucleare. Qualunque sia l'esito delle prossime elezioni presidenziali, la guerra in Siria per gli Stati Uniti e i suoi partner regionali è irrimediabilmente persa, e l'isteria e le provocazioni delle ultime settimane sono sintomatiche della frustrazione e del nervosismo che non erano comuni per gli americani negli ultimi anni.

venerdì 14 ottobre 2016

L'asse del male di Hillary Clinton

Di Pepe Escobar


Traduzione di Red Shaytan




Prevedendo un risultato delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti come una ripetizione della frana del 1972 di Nixon, anche Hillary ha coniato, seguendo lo stile di George "Dubya"Bush, un asse remixato del male: Russia, Iran e "il regime di Assad".

Senza minimamente tener conto della Cina che, tramite l' "aggressione" nel Mar Cinese Meridionale, sarà caratterizzata come nemico certificato dalla Fondazione del perno in Asia.

E se tutto questo non fosse abbastanza preoccupante, la Turchia sembra ormai sulla strada di unirsi all'asse. Il Presidente Putin e il presidente Erdogan si sono incontrati a Istanbul. Mosca ha preso posizione essendo pronta a sviluppare la cooperazione tecnico-militare su larga scala con Ankara. Che comprende, ovviamente, i 20 miliardi di dollari della Rosatom e i quattro reattori della centrale nucleare di Akkuyu. E la direttiva di "accelerare il lavoro" del Turkish Stream, che di fatto rafforzerà ancora di più la posizione della Russia nel mercato europeo del gas, bypassando per bene l'Ucraina, mentre sigilla la posizione di Ankara come bivio energetico chiave tra l'est e l'ovest. Inoltre, sia Mosca che Ankara hanno ribadito all'inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria, Staffan de Mistura, che "ribelli moderati" (terminologia della Beltway) che tengono in ostaggio Aleppo orientale, devono essere sradicati.

Il cambio del gioco geopolitico è evidente. Per quanto Erdogan possa essere un derviscio rotante in politica, è impossibile capirlo e accordargli fiducia, mentre Putin è un maestro del gioco strategico a lungo termine, gli interessi di Ankara e di Mosca tendono a convergere nel Nuovo Grande Gioco, che definisce una maggiore integrazione all'alba del secolo eurasiatico.

Questo è piuttosto simile a una tazza di cicuta per Hillary Clinton, che ha già equiparato Putin ad Hitler. 

Cambiamento di regime o guerra calda?

Nello spettacolo spaventoso che si è rivelato essere il secondo round della interminabile scontro nella gabbia tra Trump e la Clinton, Donald Trump, ancora una volta ha segnato un punto razionale, esprimendo il suo desiderio di un rapporto di lavoro normalizzato con la Russia. Eppure questo è un assoluto anatema per il Partito della Guerra e per la nebulosa neocon/neoliberalcon dell'asse Beltway-Wall Street.

La Macchina Clinton (a contanti) sotto controllo democratico, ancora una volta ha condannato Trump come strumento di Putin, mentre i repubblicani disorientati hanno condannato Trump perché va contro il "pensiero repubblicano mainstream".

Ecco cosa ha detto Trump; "Non mi piace proprio Assad, ma Assad sta uccidendo l'ISIS. La Russia sta uccidendo l'ISIS e l'Iran sta uccidendo l'ISIS".

Le prospettive di Trump sul Medio Oriente si basano su una sola direzione; distruggere l'ISIS/ISIL/Daesh. Questo è quello che il consulente ed ex direttore della Defense Intelligence Agency (DIA), il tenente generale in pensione Michael Flynn, ha instillato nella capacità di attenzione notoriamente scarsa di Trump.

Flynn potrebbe mettere a verbale che il progresso dell'ISIS/ISIL/Daesh è stato una decisione "volontaria" presa dall'amministrazione Obama. Eppure nel suo pasticciato libro Campo di battaglia, Flynn insiste sul fatto che "i russi non sono stati molto efficaci nel combattere i jihadisti sul proprio territorio", sono "in combutta con gli iraniani" e "gran parte dei loro sforzi sono volti contro gli oppositori del regime di Assad".

Si tratta di un mantra neocon; non sorprende: il co-autore del libro di Flynn è il neocon Michael Ledeen.

Dai poco raccomandabili American Enterprise Institute (AEI) e Washington Institute for Near Est Policy (WINEP), agli "esperti" da salotto ed ex consiglieri presso il Dipartimento di Stato, tutti si sono ormai accodati all'opinione risibile che l'asse riedito del male, ora completamente adottato da Hillary, è inutile contro i jihadisti; i buoni che fanno il lavoro difficile, sono "la coalizione guidata dagli Stati Uniti". E al diavolo chi osi criticare i "cugini moderati", sostenuti dalla CIA.

Quello che Trump ha detto, è un anatema non solo per i repubblicani istituzionali che disprezzano Obama in quanto non combatte l'asse redivivo del male adottato da Hillary. Il vero peccato mortale è che "non tiene conto" delle ipotesi bipartisan del nucleo della politica estera USA, ritenute sacre come la Bibbia.

Da questa situazione proviene il successo del neocon Ash Carter guidato dal Pentagono nel bombardare l'accordo Kerry-Lavrov di cessate il fuoco che avrebbe implicato attacchi aerei coordinati  sia contro l'ISIS/ISIL/Daesh che contro il Fronte per la Conquista della Siria, ex Jabhat al-Nusra, alias al-Qaeda.

Neocon e repubblicani tradizionali incolpano la squadra "anatra zoppa" di Obama per la "dipendenza empia" dalla Russia e dall'Iran, mentre i neoliberalcons incolpano a titolo definitivo la Russia. E in alto sull'altare della rettitudine, governa l'isteria, con il presidente neocon della NED che chiede al governo degli Stati Uniti di "evocare la volontà" di spingere per un cambiamento del regime di Putin.

Pronti per la guerra nucleare? 

Hillary Clinton continua ad insistere che gli Stati Uniti non sono in guerra con l'Islam. Gli Stati Uniti sono di fatto in guerra in Afghanistan, Iraq, Siria, Yemen, Somalia, nelle aree tribali del Pakistan; coinvolti nella guerra segreta contro l'Iran; e hanno completamente distrutto la Libia. Non è difficile fare i conti.

In parallelo il discorso assordante che Washington stia ora portando avanti un piano C in Siria è una sciocchezza. Non c'è mai stato un piano C; solo il piano A, che era quello di impegolare la Russia in un altro Afghanistan. Non ha funzionato con la demolizione controllata dell'Ucraina. E non funzionerà in Siria, poiché Mosca è disposta a fornire un mucchio di potenza aerea e missilistica di aria, ma per nessun motivo poserà sul terreno gli stivali. Questa è una faccenda che riguarda l'esercito siriano arabo (ASA), l'Iran e le sue milizie sciite e gli Hezbollah.

Ash Carter ha minacciato la Russia di "conseguenze". Dopo aver fatto saltare in aria il cessate il fuoco, il Pentagono, sostenuto dallo Stato Maggiore congiunto, ora è pronto a scagliari "potenziali attacchi" sulla forza aerea della Siria per "punire il regime" per quello che il Pentagono ha invece effettivamente fatto: far saltare il cessate il fuoco. Non si può fare roba del genere. Il maggiore generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa della Russia, ha inviato un rapido messaggio a "i nostri colleghi a Washington": "... pensateci due volte a dare il via ad una guerra guerreggiata "ombra" contro la Russia. La Russia considererà un bersaglio ogni aereo "stealth" o non identificato che prenda di mira obiettivi del governo siriano per un attacco e lo abbatterà. Le uniche domande serie da porsi sono: può un Pentagono fuori controllo costringere l'aviazione russa, mediante un false flag o qualcosa del genere, ad abbattere dei caccia dell'US Air Force? e Mosca possiede la potenza di fuoco per eliminare tutti loro?

Quindi, in questa finestra di tre mesi che rappresentano l' "agonia" dell'era Obama, prima della probabile intronizzazione della Regina della Guerra, la domanda è: il Pentagono rischierà di innescare la III Guerra Modiale perché "Aleppo sta cadendo"?

In seguito le cose sono destinate a diventare ancora più letali. Il governo degli Stati Uniti sta prendendo in considerazione di un attacco nucleare preventivo contro la Russia. Hillary sostiene fermamente questa opzione, mentre Trump ha chiarito che "non sferrerà per primo un attacco nucleare".

La prospettiva che l'apprendista stregone dell'asse del male Hillary Clinton abbia le dita sul tasto nucleare deve essere vista, in tutto questo circo, come una questione di vita o di morte.

NOTA DEL TRADUTTORE: leggete questo articolo in riferimento a quest'altro e non tastatevi troppo i testicoli! Scegliendo tra la peste e il colera: è meglio un puttaniere testa di cazzo o una pazza assassina?


lunedì 18 luglio 2016

Israele lancia invano 3 missili per intercettare un drone

Che cosa curiosa, un drone sbarazzino svolazza sul santo Israele il giorno dopo il misterioso colpo di stato fallito in Turchia. Di chi sarà mai questo impertinente volatile che percula il sofisticato sistema di difesa kosher?

di GPD 



Un aereo senza pilota non identificato ha violato lo spazio aereo di Israele sulle alture del Golan, domenica scorsa. Né due missili Patriot, né un missile aria-aria lanciato da un caccia israeliano, sono riusciti ad abbattere l'UAV misterioso che poi si è ritirato in Siria.

Il drone è stato avvistato dalla difesa aerea israeliana fin dal momento in cui si stava avvicinando allo spazio aereo israeliano.

In un comunicato di domenica, l'esercito ha detto:

"Poco fa due missili del sistema di difesa aerea Patriot sono stati sparati verso un drone, che si è infiltrato nello spazio aereo israeliano provenendo dalla Siria"
Un caccia israeliano è decollato per intercettare l'intruso e gli ha sparato un missile aria-aria che ha mancato il bersaglio, per cui questo velivolo ha fatto ritorno nello spazio aereo siriano da cui proveniva. Il quotidiano Haaretz ha riferito che il drone è penetrato quattro chilometri nello spazio aereo israeliano.

I lanci hanno innescato allarmi antiaerei in tutto il nord di Israele.

Secondo i media locali una ragazza di 14 anni è stato ferita dai detriti di un missile Patriot, che è caduto sul territorio di Ayelet Hashahar, uno dei più antichi kibbuz di Israele vicino alle alture del Golan.


Israele sta finendo di testare il nuovo sistema missilistico costruito grazie a 150 milioni di dollari USA
Un reportage di Canale 10 dice che una fonte di Hezbollah abbia affermato che il volo del drone  rientrasse  "nell'ambito di un'operazione contro Israele". Tuttavia, l'IDF non l'ha attribuito a nessuno

Il comando dell'IDF, indagando sull'incidente,  ha contattato la task force russa in Siria per cercare di stabilire chi sia il trasgressore dello spazio aereo, riporta il canale tv 9 di Israele, citando una fonte militare.


martedì 6 ottobre 2015

Ci pisciano in testa e ci fanno credere che piove

A causa dell'incidente, al confine con la Siria, la Turchia rischia delle rappresaglie da Mosca


di Valentin Vasilescu



Tradotto da Red Shaytan


FONTE 



Secondo dispacci dell’AFP e della Reuters, ripresi dalla stampa internazionale, ufficiali turchi, dietro richiesta di anonimato, hanno affermato che sabato, un bombardiere russo che stava effettuando una missione di attacco in Siria, sarebbe entrato per 9 km (5 miglia) nello spazio aereo della Turchia secondo. Due F-16 C dell'esercito turco sarebbero decollati dalla base aerea di Incirlik per intercettare il bombardiere russo e accompagnarlo fuori dallo spazio aereo della Turchia. La NATO ha ricevuto una richiesta da parte della Turchia di tenere una riunione di emergenza su questo argomento.



La base aerea di Incirlik in Turchia, vicino alla città di Adana è a circa 100 km a nord-est del confine con la Siria. Questa base aerea è la sede del 10° reggimento di aerei da combattimento turchi, dotata di F-16 C/D; gli USA Uniti vi hanno anche schierato aerei F-16 C, aerei radar AWACS e attrezzature RU -21 J (ELINT) usate negli attacchi aerei contro l’ISIS.




Da tempo non circolava per i media un’enormità di tal genere che viene presa sul serio dalla NATO. Alla velocità di 720 chilometri all'ora quando aerei che volano Quando i Su-24, Su-25 e Su-34 volano a 720 km all’ora, questo corrisponde a 12 m/minuto. Questo significa che, per i radar terrestri dell'esercito turco, il bombardiere russo è rimasto nello spazio aereo turco per 45 secondi, corrispondenti all’intrusione di 9 km, prima di far ritorno nello spazio aereo siriano. Il tempo di decollo minimo degli F-16 nell'area di servizio di combattimento della base turca è di 5 minuti. Per prendere quota e coprire la distanza di 100 km dal confine con la Siria, agli F-16 ci vogliono ancora 8 minuti. Che cosa hanno intercettato gli F-16 turchi? E come possono aver accompagnato il bombardiere russo nello spazio aereo siriano?



Per evitare di essere rilevati dai satelliti della NATO, i bombardieri russi in missione sugli obiettivi dell’Esercito Islamico vicini al confine siriano-turco, sono accompagnati da aerei di combattimento Su-30 SM. Questi aerei pattugliano l'area di servizio aereo al confine, dove possono rilevare qualsiasi decollo dalla base aerea di Incirlik. Gli aerei Su-30 SM sono di generazione 4+, con prestazioni simili agli F-15 C degli Stati Uniti e superiori a quelli del F-16 C. Poiché sono armati con missili aria/aria R -77 o R-27er (raggio d'azione 130 km) i Su-30 SM possono abbattere tutti gli aerei F-16 C, appena decollati dalla pista di Incirlik. 

Chi può credere che la NATO ignori che, lo spazio aereo della Siria, sia costantemente pattugliato da aerei russi da ricognizione IL-20M1 del tipo ELINT, che hanno un’autonomia di 8 ore di volo senza rifornimento di carburante? Oltre al rivelatore radar Kvalat-2 che rileva bersagli aerei e terrstri fino a 300 km, l'Il-20M1 ha una fotocamera ad alta risoluzione (A-87P) e dispositivi per l’intercettazione e il disturbo delle comunicazioni militari, dei radar e della telefonia mobile.


In caso di operazioni come quella di cui stiamo parlando, l'aereo Il-20M1 avrebbe intercettato fin dall'inizio, l'ordine di accensione dei motori degli aerei, dato via radio ai piloti turchi nell'area di servizio di combattimento alla base aerea di Incirlik. I caccia Su-30 SM nell'area di servizio aereo sarebbero subito stati messi in allerta che gli aerei turchi stavano decollando per intercettare. La procedura standard in questi casi è che il radar a bordo del F-16 venga disturbato dal IL-20M1. Tuttavia, se il radar del F-16 C non fosse stato disturbato e l’aereo avesse sfuggito il bombardiere russo, i piloti dei Su-30 SM li avrebbero abbattuti senza esitazioni. 

L'esercito turco ha detto che il giorno dopo che due aerei da caccia turchi F-16 C sono stati "molestati" nei pressi del confine con la Siria, da MiG-29 non identificato. Poiché i russi non hanno proprio MiG-29 in Siria, i turchi hanno confuso un MiG-29, con il Su-30 SM. E le "molestie" si riferiscono probabilmente al fatto che i radar diegli aerei turchi erano stati messi fuori uso da un Il-20M1. Questo ha permesso ai velivoli russi di avvicinarsi inosservati e di inquadrare il bersaglio, quali che siano state le manovre evasive eseguite dai turchi. 
Perché la Turchia ha inventato questo incidente per poi darlo in pasto alla stampa? I russi hanno detto che uno dei loro bombardieri aveva attaccato una colonna di rifornimenti di munizioni dei ribelli islamici, nei dintorni di Al Yamdiyyah, una città siriana nel governatorato settentrionale di Latakia, al confine con la Turchia. La colonna era probabilmente scortata da veicoli dei servizi d’intelligence turchi. Il quotidiano turco Cumhuriyet ha pubblicato un video che mostra un trasporto di munizioni dei servizi segreti turchi ai ribelli islamici in Siria, che entra in Al Yamdiyyah, mascherato da aiuti umanitarii. 




Traduction Avic – Réseau International

giovedì 3 settembre 2015

Un "caldo" autunno in Siria?

di Red Shaytan


MIG 31 RUSSI

Da qualche giorno circolano in rete voci su un possibile coinvolgimento di forze militari russe in Siria, ufficialmente per contrastare l'ISIS, in realtà la presenza di una consistente forza militare russa cambia totalmente le carte in tavola in quello scacchiere ed è una formidabile stampella per mantenere in sella il legittimo governo siriano di Assad.
Nel link qui sotto potete leggere la traduzione di un articolo comparso su zerohedge. 
Le notizie riportate sono da prendere con le molle, infatti stranamente nessun media occidentale ha ancora starnazzato a proposito di un'invasione della Siria da parte di Putin.

LINK AL PDF DELL'ARTICOLO DI ZEROHEDGE